News Gai Saber - Gai Saber

Gai Saber
Vai ai contenuti

Menu principale:

Gai Saber - Locarno 2015
Gai Saber - Vence 2015
Gai Saber - Locarno 2015
Gai Saber - Locarno 2015
Gai Saber - Locarno 2015
LO JUDICIO DE LA FINE DEL MONDO
SPETTACOLO MULTIMEDIALE



Domenica 19 giugno 2016 ore 21,30
Bastia Mondovì (Cn) - Chiesa di San Fiorenzo
Mercoledì 27 luglio 2016 ore 21 30 Mondovì (Cn) – Piazza Roma
Sabato 10 e domenica 11 settembre 2016 ore 21,30
Peveragno (Cn) – Piazza Rocco Carboneri

Era il lontano 1510 quando il tipografo Vincenzo Berruerio in quel di Mondovì stampò il dramma sacro “Lo judicio de la fine del mondo”,  forse opera di un frate del luogo, che probabilmente ben conosceva gli angeli e i diavoli, i santi e i dannati degli affreschi gotici delle chiese del Piemonte, in particolare quelli splendidi della chiesa di San Fiorenzo in Bastia, tanto da farne i principali personaggi protagonisti del suo dramma.  Per più di quattrocento anni nell’oblio, il testo, forse unico esemplare salvatosi e custodito nella Biblioteca Vaticana, venne recuperato all’inizio degli anni ‘40 del secolo scorso dal bastiense Prof. Luigi Berra, “scrittore emerito“ della medesima, che ne colse l’importanza e l’unicità nel panorama letterario del nostro territorio, per le sue caratteristiche al contempo sacre e popolari così come si ritrovano splendidamente coniugate  nel patrimonio pittorico locale.
E’ nell’epoca della caccia alle streghe e degli innumerevoli roghi che terrorizzano la popolazione del basso Piemonte in cui fiorisce l’eresia valdese  che nasce questo dramma sacro, profondamente impregnato di quell’antagonismo tra  bene e male che caratterizza la profonda religiosità dell’epoca. Vizi e virtù, angeli e diavoli, dannati e salvati, signori e popolani, ricchi e mendicanti sono i protagonisti di un racconto in cui si alternano momenti di profonda spiritualità religiosa a momenti di irriverente comicità popolare, momenti di intensa riflessione morale a momenti di grottesco sarcasmo, che ben rappresentano  il sentimento popolare giunto fino a noi nella produzione artistico-pittorica diffusa capillarmente sul nostro territorio, dai piloni votivi alle cappelle, fino agli affreschi più belli del gotico piemontese di Cigliè, Bredolo, San Fiorenzo e molti altri.
L’associazione culturale Gai Saber, che, attraverso gli strumenti del teatro sociale, da anni opera nella realizzazione di eventi multimediali legati al patrimonio culturale, popolare ed artistico del basso Piemonte, propone oggi il suo nuovo lavoro liberamente ispirato a “lo judicio de la fine del mondo. Lo spettacolo utilizza molteplici linguaggi artistici, in cui la recitazione si fonde con la musica suonata dal vivo, con la danza e  con le videoproiezioni, ispirate al patrimonio artistico e paesaggistico locale e si avvale della collaborazione di associazioni locali peveragnesi con il contributo delle istituzioni e delle fondazioni presenti sul territorio.

LO JUDICIO DE LA FINE DEL MONDO
Spettacolo Multimediale a cura dell’Associazione Culturale Gai Saber
Rielaborazione del testo originale a cura di Chiara Bosonetto
Regia di Francesco “Cece” De Maria e Maurizio Giraudo
Musiche originali: Gai Saber
Realizzazioni video: Elena Giordanengo ed Alex Rapa
Coreografie: Scarlet Stars e Gymnika
Costumi: Laura Vitali ed Annarita Dutto
Trucco: Laura Vitali e Micaela Berra
Sartoria: Candida Politano e Marinella Viale
Luci ed Audio: Corrado Ribero
Con Cece de Maria (Sattanas), Vilma Ghigo (Sancto Michele), Beppe Ferrero e Nino Renaudo (i predicatori), Costanza Grosso (la ricca), Elio ed Elena Ferrero (i poverelli), Franco Giorgis, Mariluci Battifolo, Erminia Toselli e Danis Garro (le anime), Leo Alberti e Vittorio Toselli (Giacou e Toni i due ciucchi), Carlo Cao Razè (il contadino)  Scarlet Stars (gli angeli) e Gymnika (i diavoli), Saber Trad  e Gai Saber – Andrea Rabbia, Ginevra Serra, Maria Margherita Gai, Marika Bessone, Maurizio Giraudo, Elena Giordanengo, Alex Rapa, Maurizia Giordanengo, Antonio Rapa, Costanza Rapa (i Musicanti), Ottetto maschile  Musicantum (il coro)  


INTERNATIONAL SONGWRITING COMPETITION 2014
"HONORABLE MENTION
"
PER I SABER SYSTÈME E LA CANZONE "LA LIBERTAT"(PRODUZIONE ARTISTICA GAI SABER)



Una grande soddisfazione per il "nuovo corso" della produzione artistica Gai Saber. Sono i Saber Système, nati nel 2014 sotto la guida Gai Saber, che con la canzone "La Libertat" hanno ricevuto una menzione d'onore al prestigioso International Songwriting Competition (ISC) classificandosi fra i primi 15 autori della sezione World Music ed entrando nella cerchia privilegiata dei vincitori del concorso. Con i suoi 18.000 concorrenti l'ISC è certamente uno dei più grandi concorsi on line per songwriters e vanta fra i giudici personaggi dfi grandissimo rilievo. Di seguito la comunicazione del direttore Candace Avery da Nashville (USA).
Congratulations! On behalf of everyone at ISC and our judges, it is my pleasure to personally inform you that the song "La Libertat (Freedom)" has won an Honorable Mention in the World Music category in the 2014 International Songwriting Competition (ISC). ISC considers you a 2014 winner. Each year the competition has become progressively more competitive, so this is an accomplishment of which you should be extremely proud.
Remember, you were a winner (out of more than18,000 entries from 118 countries) in ISC, the premier songwriting competition in the world –
no small achievement!
ISC Founder/Director Candace Avery
to view the complete list of winners. ISC is a huge competition with 18.000 participants!!
JUDGES
AMERICAN AUTHORS , PAT METHENY , SARAH MCLACHLAN , BASTILLE ,CASTING CROWNS , AVICII , SARA EVANS , WAYNE SHORTER , JOHN HIATT , KEANE , DJ SNAKE , ROBBEN FORD , DANILO PEREZ , KENNY WAYNE SHEPHERD , NEWSBOYS, J. HOLIDAY , JON SECADA , THE CHAINSMOKERS , BELA FLECK , JASON , ISBELL , JAMES MCNALLY & MARTIN RUSSELL , Afro Celt Sound System , LONDON GRAMMAR ,  MICHAEL W. SMITH , NATASHA BEDINGFIELD , CRAIG MORGAN , GERALD CASALE , DEVO , JEAN-LUC PONTY , JAMES COTTON , TAYLOR GOLDSMITH , DAWES , DARRYL MCDANIELS , Run D.M.C. , CHAYANNE , FEMI KUTI
Saber Système
He project Saber Système was born in 2014 but it finds its origins in the Occitan traditional music courses promoted in 2012 and 2013 by the Gai Saber cultural association. All the courses students who live in the  Piedmont territory of Cuneo developed an autonomous musical project which main feature is the relation with the linguistic and cultural aspects of a frontier territory between Italy and France. Languages used  for their songs are in fact Italian, Occitan,  French and Spanish with a mixture that can be easily understood by all the people of the Neolatin languages, while the music melts the traditional roots with electronic sounds of the todays pop music.
Saber Système i.e. “knowledge system” means to keep its own roots looking at the future.
1. Antonio RAPA:  voice
2. Maddalena GIUSO:  voice and flute
3. Fatima CAMARA:  voice
4. Beatrice CONTA: keyboards and sound system
5. Linda OGGERO:  drums
6. Maria Vittoria GIRAUD0 – acoustic guitar


12 E 13 SETTEMBRE 2014 MALLEUS MALEFICARUM - IL MARTELLO DELLE STREGHE

I ROGHI DELLE STREGHE A PEVERAGNO
Per il secondo anno consecutivo l'Associazione Culturale Gai Saber propone lo  spettacolo multimediale IL MARTELLO DELLE STREGHE (che prende il nome dal “Malleus Maleficarum”, il più famoso dei manuali degli inquisitori medioevali)  con i drammatici eventi della “caccia alle streghe”” a Peveragno, avvenuti fra il 1485 ed il 1522, quando ben 34 donne (ma anche un uomo, come raramente si verifica nella storia della persecuzione della stregoneria) furono riconosciute colpevoli e condannate al rogo.
Accusate di sortilegi, malefici, fatture, nonché di rapporti con le forze oscure ed infernali dalle quali ricevere i poteri, ma anche magiche guaritrici e depositarie dei rimedi sanitari della tradizione popolare, le streghe storiche perseguitate dall’inquisizione cattolica divennero tutt’uno con le “masche” della tradizione popolare piemontese.
Tutto inizia intorno alla seconda metà del Quattrocento, con la fondazione di un convento domenicano a Peveragno, nonostante la presenza, a pochi chilometri di distanza, di quello di Mondovì; lo scopo è quello di contrastare sul campo il diffondersi della stregoneria, che diventa ben presto tutt’uno con la persecuzione dell’eresia valdese, che attecchisce vigorosamente nei territori montani delle valli di lingua d’òc e nelle pianure limitrofe, dopo che già un secolo prima si era diffusa l’eresia catara proveniente dal sud della Francia; vaudeisa (valdese) , gazara (catara), patarina (riferito all’omonima eresia), diventano all’epoca veri e propri sinonimi di strega e masca.  
Il convento di Peveragno fu affidato alla direzione del monregalese Biagio de Berra che presto fece conoscere la sua fama di inquisitore intransigente; nel pieno del clima persecutorio che all’epoca colpisce duramente i Valdesi delle vallate alpine, scatenato a seguito della rivolta nella valle di Luserna contro i nobili ed il potere ducale, l’inquisitore condanna in più riprese al terribile supplizio delle fiamme, in Piazza San Domenico a Peveragno, ben 34 donne, in taluni casi appartenenti a medesimi nuclei familiari, con l’evidente scopo di sradicare l’eresia che si annida fra famiglie di differente estrazione sociale.
LO SPETTACOLO IN 3-D
La storia di Agnesina e della figlia Costanza, conoscitrici di erbe e guaritrici, accusate di stregoneria e condannate, è una storia di invenzione basata sui fatti storici sopra citati e realmente accaduti a Peveragno, in uno dei più periodi oscuri e inquietanti della cultura cristiana occidentale
I Gai Saber rappresentano nuovamente ad 1 anno di distanza, con alcune novità musicali, sceniche e di videoproiezione, “il martello delle streghe”  attraverso il proprio linguaggio artistico che mescola arti diverse quali recitazione, musica, immagini, danza.
La parte di recitazione si fonderà con la musica suonata dal vivo - con la partecipazione dei ragazzi dei corsi di strumenti tradizionali e del progetto “Suoni e visioni” -, con le immagini riferite al patrimonio culturale e paesaggistico del territorio peveragnese (proiettate su tre fronti con la tecnica del “video projection mapping”, che trasformerà le superfici delle case di Piazza Carboneri in displays dinamici)  e quindi con il movimento e la danza delle coreografie affidate all'Associazione Gymnika, guidata da Barbara Giacca.
Lo spettacolo, decisamente innovativo dal punto di vista della realizzazione tecnica, è allestito in collaborazione con la Proloco di Peveragno e ha come protagonisti attori, musicisti e danzatori peveragnesi ed in particolare i giovani ragazzi che  partecipano al corso di formazione “Suoni e visioni”, prosecuzione ideale dei laboratori de “La semina delle note” del 2012 e 2013, progettato e gestito dall'Associazione Culturale Gai Saber, nell’ambito del programma di sviluppo locale “Miglioramento dell’accoglienza turistica attraverso la valorizzazione delle specificità territoriali”.
Appuntamento in Piazza Rocco Carboneri a Peveragno nella serata di venerdi 12 con replica il  sabato 13 2014 alle 21,15.
Dalle ore 19, in entrambe le sere,  “APERISTREGA!” in via Giordana di Clans con 5 magici assaggi!
1 Fetta di bruschetta con aglio e seirass. ( ricotta)
1 " di formaggio con fichi
1 " di torta di zucchini oppure frittata con ortiche
1 grissino con lardo
1 Fetta di torta ai mirtilli o fragole
Bevande comprese 1 bicchiere di vino (prosecco) o acqua o bevanda delle streghe… vale a dire succo di fragole con acqua.
Tutto per € 5,00.




Il nuovo brano ed il primo video dei Saber Système
"Parla pas" è il primo video di un gruppo di giovanissimi musicisti. Il loro primo prodotto audiovisivo è un corto, perchè lo scopo del gruppo è fare musica, ma anche e soprattutto raccontare storie.
In "parla pas" i due giovani protagonisti si rincorrono e si cercano a scuola, sulle piazze e sui mercati, alle feste ed ai concerti, ma non si incontrano mai, e non possono comunicare, anche quando sono vicinissimi. Antonio, il protagonista maschile, ricerca Leila in un mondo quasi surreale, popolato di insegnanti austeri, improbabili musicisti di piazza e personaggi da fumetto, senza riuscire mai a parlarle, anche quando, alla fine del clip, i due sembrano reincontrarsi nella stessa comune realtà, alla fermata del bus, e la possibilità di comunicare è a un passo.
"Parla pas" ha per protagonisti gli stessi Saber Système e tutti i loro amici, ed è stato girato a Peveragno ed a Cuneo nel periodo marzo - maggio 2014.
I Saber Sistème nascono nel 2014; l’origine del gruppo può essere fatta risalire peraltro al 2012 e 2013, nell’ambito dei corsi di musica tradizionale occitana e di musica d’assieme promossi  dall’Associazione culturale Gai Saber di Peveragno (Cn). Gli allievi del corsi, tutti residenti nell’ambito territoriale pedemontano  del cuneese, hanno sviluppato una proposta musicale e culturale autonoma, caratterizzata da un riferimento stretto alla caratteristiche culturali transfrontaliere del territorio. La lingue scelte  per la propria espressione musicale sono state quindi il l’occitano ma anche le vicine francese e spagnolo, due fra le lingue europee più diffuse nel mondo e  più affini alla propria radice linguistica e culturale, con qualche accenno anche alla lingua madre “dioula” dell’Africa occidentale, nell’ottica del rispetto e del ricordo della propria identità.
In ambito musicale, la scelta del gruppo  mescola le radici della musica occitana con l’elettronica della musica pop di oggi.
Il nome del gruppo, “Saber Système” ovvero “sistema sapere”, mescola egualmente la propria radice (il sapere, ovvero la coscienza delle proprie origini) con la modernità del “Sound System” elettronico, che il gruppo inserisce regolarmente nella propria performance esecutiva.  
Antonio RAPA:  voce
Maddi GIUSO:  voce e flauto
Fatima CAMARA:  voce
Beatrice CONTA: tastiere e sound system
Linda OGGERO:  batteria
Maria Vittoria GIRAUD0 – chitarra acustica

IL NATALE 2012 DEI GAI SABER
15 dicembre - DRONERO (CN) - Teatro IRIS - ore 21
24 e 26 dicembre Peveragno (Cn) - Natale in Contrada- Chiesa della Confraternita
26 dicembre Cuneo - Teatro TOSELLI - ore 17

La provincia di Cuneo è ricchissima, nelle piccole e grandi chiese che ne caratterizzano il territorio, di un patrimonio pittorico riferibile al periodo tardo-gotico piemontese, dai superbi affreschi del castello di Manta allo splendido ciclo di affreschi di S. Fiorenzo di Bastia. In questo fiorire di rappresentazioni pittoriche medioevali non è infrequente imbattersi in episodi dell’infanzia di Gesù narrati nei vangeli apocrifi; a testimonianza di come tali episodi costituissero all’epoca patrimonio della cultura popolare è il rilievo della narrazione del medesimo episodio in quei Novès in lingua occitana che venivano cantati e spesso anche drammatizzati nel periodo natalizio, dalla Provenza alle valli occitane piemontesi. Il singolare corto circuito fra arte figurativa, canzone popolare e rappresentazione animata è stato ripreso dai Gai Saber nel suo spettacolo multimediale “Angels, Pastres, Miracles” già rappresentato con successo nel 2011 enell'anteprima del 1 novembre 2012 a San Fiorenzo di Bastia, forse la chiesa più importante del territorio cuneese in quanto a grandezza dei cicli pittorici ivi rappresentati. Dall'esperienza di Angels Pastres Miracles nasce quindi nel 2012 A L'OUBAI e a L'ADRIT (a mezzanotte ed a mezzogiorno), il versante in ombra e quello solatio dei nostri paesi montani, simbolo della asprezza d'animo della vecchiaia e della freschezza e vitalità della giovinezza: due modi diversi di vedere il Natale attraverso le canzoni della tradizione d'OC.
I Gai Saber faranno interagire immagini, musica e recitazione, sviluppando lo stesso fondamento culturale esistente negli affreschi, nei testi e nelle canzoni popolari occitane. A saldare fortemente questo intreccio culturale ci saranno inoltre le parole di poeti e scrittori di ieri e di oggi, legati ai territori e alla cultura d’òc (da Mistral a Barba Toni Bodrier, da Gino Giordanengo a Lele Viola, da Masino Anghilante a Piero Raina).
ANGELS PASTRES MIRACLES
musiche della tradizione dei novès occitani scelte ed interpretate dai gai saber testi di frederic mistral, barba tòni boudrier, gino giordanengo, lele viola, masino anghilante, piero raina scelti da chiara bosonetto
voci recitanti francesco de maria e costanza rapa
videoproiezioni gai saber
immagini scelte degli affreschi della cappella di s. fiorenzo di bastia, pieve di beinette,  pieve di santa maria in bredolo (breolungi), santa maria del monastero di manta
i gai saber sono:  chiara bosonetto: voce, alex rapa: chitarra, voce, programmazioni digitali - simone lombardo: ghironda, flauti, cornamusa –  elena giordanengo: arpa, galobet – maurizio giraudo: flauti, ghironda, organetto – eugenia e costanza rapa: voci
luci ed audio: corrado ribero
le musiche di “angels pastres miracles”  sono pubblicate sull’omonimo cd dei gai saber - prod. e distribuzione: felmay -   orders@felmay.it, www.felmay.it

I GAI SABER IN GERMANIA,
ALLA “GIORNATA OCCITANA” DELL’UMBRIA FOLK FESTIVAL e ad ISOLA FOLK
Sabato 11 agosto – ore 21 - GRÜNBERG FOLK FESTIVAL – GRÜNBERG (D)

Domenica 26 agosto -  
UMBRIA FOLK FESTIVAL

Sabato 1 settembre – ore 21  e domenica 2 settembre ore 10,30  
ISOLA FOLK – SUISIO (BG)

Nuovi concerti per i Gai Saber nell’estate del 2012. Dopo gli spettacoli invernali con le musiche dell’ultimo cd Angels Pastres Miracles, il gruppo propone un nuovo energetico live con il meglio della propria discografia, il tutto accompagnato da nuovi video in cui l’Occitania, il suo territorio e la sua cultura saranno presentati ad un pubblico transnazionale: dalla Germania del  prestigioso Grünberg Folk Festival, all’Italia nella serata conclusiva del fantastico Umbria folk festival, nella splendida cornice della piazza del Popolo di Orvieto. L’intera giornata di domenica 26 agosto sarà dedicata all’Occitania, in un diretta radiofonica non stop su Rai ISORADIO, con workshop e tavola rotonda condotta dal direttore di RAI ISORADIO Aldo Papa. Partecipano i Gai Saber per la musica, Rosella Pellerino di Espaci Occitan in qualità di esperta di lingua occitana, il regista cinematografico e documentarista Fredo Valla,  nonchè Stefano Martini della Comunità Montana Valle Stura, responsabile dell’Ecomuseo della Pastorizia, e  Ines Cavalcanti per la rete culturale ed economica della Chambra d’Òc. Nel pomeriggio workshop di danza occitane con l’insegnante Beatrice Pignolo, forte delle sue esperienze in ambito internazionale.
Il gusto della cucina occitana sarà presente alla folkcena occitana del 26 agosto con i piatti di  Edo Loria della locanda S. Pancrazio di Elva.  
Alla sera gran concerto dei GAI SABER, per l’occasione in formazione allargata con alcune new entries di giovanissimi musicisti.
La7 e La7d saranno media partner di UMBRIA FOLK FESTIVAL. La rete di Telecom Italia Media seguirà infatti l'evento con 2 speciali - condotti da Pino Strabioli e Sara Sartini - in onda su La7 e La7d il 25 e il 26 agosto.
A settembre i Gai Saber saranno ancora presenti ad ISOLA FOLK di Suisio (BG), l’ormai collaudato evento internazionale della bergamasca,  giunto alla sua 22ma edizione e forte dei sui 30.000 accessi della passata edizione!!! Un evento che vede la partecipazione, nei suoi 5 gg di kermesse, di gruppi folk di ogni parte d’Europa. Gran ballo alla sera del sabato 1 settembre e multimedialità con lo spettacolo Angels Pastres Miracles alla mattina di domenica 2 settembre.

GRUPPO AZIONE LOCALE GAL GESSO, VERMENAGNA,PESIO
COMUNE DI PEVERAGNO

LA SEMINA DELLE NOTE
PROGETTO COFINANZIATO DALL’UNIONE EUROPEA

Vuoi aiutarci a seminare di note il nostro territorio? Partecipa ai laboratori di formazione innovativi, “La Semina delle note”, per animatori musicali di eventi pubblici rivolti ai ragazzi di età compresa tra i 14 e 30 anni nel territorio dell’area GAL attinenti le seguenti attività:

- Musica relazionata al cinema, alla danza, al teatro, alle arti figurative;
- Strumenti bandistici, popolari, etnici;
- Animazione musicale per musei, siti storici ed artistici.

Se sei interessato vieni all’incontro informativo che si terrà a Peveragno
Mercoledì 11 Gennaio 2012 alle ore 18,00
presso il “Centro Culturale Casa Ambrosino”
in via V.Bersezio 22

"GLI ANGELI, I PASTORI E I MIRACOLI" dei Gai Saber
Incontrano la solidarietà di Rainbow Community Care



lunedì 12 dicembre ore 21 Teatro Baretti – Mondovì
Oggi gran parte dei Monregalesi conoscono la straordinaria esperienza di solidarietà di Rainbow Community Care a Kibokoni, un’area rurale del Kenya vicina a Malindi,in cui, in virtù di un impegno costante e continuo del Dr. Enrico Ferreri – oggi Direttore Sanitario dell’ASL CN1 -, di Michele Ajmone Cuneo  e dei moltissimi volontari che li hanno seguiti, è nato  un ospedale dedicato alle popolazioni povere di quelle terre, troppo spesso considerate, nell’immaginario collettivo di noi occidentali, solamente un luogo di vacanze.
Come spesso accade, la realtà, quando la si vuole vedere,  è  molto diversa: nel 1996 Enrico Ferreri trova a Malindi soprattutto la gente povera del luogo,  prostrata da  miseria, fame e malattie, e decide, insieme all’amico Michele,  di mettersi in gioco in prima persona nella raccolta dei fondi per le strutture, del tutto carenti, volte all’assistenza di base delle popolazioni locali.
Le difficoltà sono tante, perché raccogliere denaro in Italia e destinarlo a Kibokoni è solo uno dei problemi da affrontare. Agire praticamente sul posto è altrettanto fondamentale, ma  la difficile comunicazione linguistica e culturale con le popolazioni del posto e  la relazione con le autorità locali rendono il percorso difficile. E poi ancora, è quanto mai necessario trovare “mani e teste” che lavorino in loco.
E così, ad Enrico Ferreri e a Michele Ajmone Cuneo seguono tantissimi volontari di Mondovì, che partecipano alla realizzazione di nuove strutture: la scuola e l’asilo, nonché un articolato programma di assistenza per i bambini e i ragazzi privi di famiglia.
Oggi Rainbow Community Care è una splendida realtà, ed a suo modo un piccolo/grande miracolo di solidarietà. Un progetto chiaro, a cui le persone possono contribuire economicamente, ma anche dedicarsi direttamente assistendo i poveri e i malati, e verificando quindi di persona che il proprio aiuto diretto, od il proprio contributo economico, realizzano un opera vera, tangibile, seria e che cresce di anno in anno.
Il 12 di dicembre al teatro Baretti i Gai Saber, gruppo musicale occitano con all’attivo un migliaio di concerti in italia ed in Europa, , presenteranno il loro nuovo cd ed il loro spettacolo natalizio fatto di angeli , pastori e miracoli:  storie antiche della nostra terra fra Piemonte e Provenza, solo apparentemente lontane e diverse dal mondo di Kibokoni e delle iniziative di Rainbow; due mondi in cui i protagonisti sono sempre gli uomini semplici e la loro profonda fede nell’uomo  e nella Provvidenza divina, che protegge e consola i  piccoli. Un messaggio di fiducia, aiuto e simpatia per gli umili e gli oppressi di tutta la terra, per un Natale finalmente “vero”, all’insegna della solidarietà.
Offerta libera all’ingresso e possibilità di acquistare il Cd “Angels Pastres Miracles”, con ricavato destinato a Rainbow ed alla gente di Kibokoni.

"GLI ANGELI, I PASTORI E I MIRACOLI" dei Gai Saber
nel novembre e dicembre 2011

ANGELS PASTRES MIRACLES
Musica e videoproiezioni: Gai Saber
Testi di Frederic Mistral, Lele Viola, Gino Giordanengo, Barba Tòni Bodrier,  Piero Raina,  Masino Anghilante scelti da Chiara Bosonetto.
Recitazione: Francesco Demaria e Costanza Rapa
Luci ed audio: Corrado Ribero
“Andare in una notte stellata fredda, cercare nel cielo una cometa che guidi i mondi e gli uomini, dopo mille anni è più difficile mettersi in cammino….”
Gli splendidi versi di Gino Giordanengo, indimenticato poeta cuneese scomparso nel 1981, sono una delle fonti di ispirazione che guida la ricerca dell’Associazione culturale Gai Saber fra i poeti, gli scrittori le storie della tradizione piemontese ed occitana.
Ma ve ne sono anche altri, e numerosi: tutti legati al desiderio di cercare nel passato le radici del presente.
Da questo spunto prende corpo la rappresentazione artistica dei Gai Saber, che, con il patrocinio di Espaci Occitan,  nel pomeriggio di giovedi 17 novembre alle scuole medie di Chiusa Pesio e nella mattinata del 29 novembre al Teatro Comunale di Caraglio presenteranno ai ragazzi delle scuole medie il mondo della tradizione e della lingua d’òc in maniera inusuale, attraverso la commistione di differenti linguaggi espressivi, nello spettacolo “Angels, Pastres, Miracles – Angeli , Pastori e Miracoli”. I successivi spettacoli sono previsti per il 12 dicembre al teatro Baretti di Mondovì, il 23 dicembre al Tempio Valdese di Torre pellice, e per il 24 e 26 dicembre in occasione di Natale in Contrada a Peveragno, mentre altre data sono in via di definizione.
Mescolando musica, teatro e videoproiezioni,  i Gai Saber realizzano uno spettacolo multimediale guardando all’intreccio fra i testi dei nostri poeti e le immagini delle nostre montagne, fra le musiche natalizie degli antichi Novés occitani e gli innumerevoli affreschi sacri delle chiese delle nostre valli e delle nostre pianure, che, sorprendentemente,  narrano in un immagine le stesse storie e gli stessi volti protagonisti delle antiche musiche.
Nato dalle ricerche di Chiara Bosonetto, voce solista e “mente letteraria” del gruppo, “Angels, Pastres, Miracles” è uno spettacolo in equilibrio fra elementi tradizionali  ed una realizzazione musicale e  scenica moderna, che, impiegando la videoproiezione e le tecniche di amplificazione a trasmissione radio (da tempo marchi “tecnologici” del gruppo) permettono la realizzazione di un movimento “a tutto campo” dei protagonisti – attori e musicisti -,  e le soluzioni interattive con l’immagine proiettata.
Nel corso del 2011, lo spettacolo, rappresentato in varie regioni d’Italia,  ha portato le immagini, le parole e i suoni della piccola Occitania delle valli del Piemonte oltre i suoi confini, toccando i cuori di chi, ancora, ama sentire l’emozione dei valori della tradizione, apprezzandone peraltro la sua rappresentazione nuova e moderna. Egualmente, il disco omonimo “ Angels Pastres Miracles” è stato distribuito dalla etichetta Felmay in Europa, con un particolare successo ed apprezzamento Oltralpe: Il émane de cet album une vraie joie et une certaine fierté d’exprimer aussi sa foi en langue occitane.Car les musiciens de Gai Saber, le gai savoir, tradition des troubadours oblige, valorisent l’Occitanie au quotidien…. cet album est un cadeau miraculeux (Caroline Borray, TRAD MAGAZINE N. 136 - Mars Avril 2011)
Performances 2011
Thursday 17th November - Chiusa Pesio (CN) – 2,30 p.m. – Performance for the Secondary School (supported by Espaci Occitan)
Tuesday 29th November at 11 a.m. – Town Theatre of Caraglio (CN) – Performance for the Secondary School (supported by Espaci Occitan)
Monday 12th December - Mondovì (CN) – 9 p.m. – Baretti Theatre
Wednesday 23th December - Torre Pellice(TO) – 9 p.m. – Tempio Valdese
Saturday 24th December 9 p.m. – Peveragno (CN) - Natale in Contrada
Monday 26th December 9 p.m. - Peveragno (CN)- Natale in Contrada

Gli altri spettacoli dei Gai Saber nel 2011

GARDA AQUESTA TÈRRA
Viaggio multimediale attraverso l’Occitania immaginaria
Musica e videoproiezioni: Gai Saber
Testi di Frederic Mistral, Lele Viola, Gino Giordanengo, Barba Tòni Bodrier, Piero Raina, Masino Anghilante scelti da Chiara Bosonetto.
Recitazione: Pietro Viggiano e Costanza Rapa
Luci ed audio: Corrado Ribero
L’Occitania immaginaria è terra di libertà, natura incontaminata, pacifica convivenza e tolleranza: sono i valori degli antichi trovatori di lingua d’òc che oggi più che mia rappresentano una speranza per l’uomo e per la sua terra, minacciata da crisi e conflitti, razzismo e disastri ambientali. “Garda aquesta tèrra”, custodisci questa terra, è una canzone dei Gai Saber ed un percorso interattivo multimediale fatto di musica, immagini e recitazione, attraverso i più bei luoghi, immaginari e reali, della terra d’Occitania, i suoi racconti antichi e moderni, la sua musica fatta di tradizione e contaminazione fra generi. E’ il viaggio ideale dei Gai Saber, accompagnati dall’attore Pietro Viggiano, dalle nevi delle Alpi all’oceano dell’Occitania Grande, esplorando il patrimonio musicale, letterario, ambientale, architettonico e pittorico del territorio d’òc, simbolo della volontà dell’uomo di custodire la propria terrà, per sé e per i propri figli.
Dopo l’ultimo Cd e spettacolo del dicembre 2010 “Angels Pastres Miracles”, una nuova performance che guarda alla coniugazione di differenti contenuti e linguaggi espressivi: tradizione occitana e sperimentazione sonora e visiva.
CAMPUS STELLAE
suoni, parole,immagini sul cammino di Santiago
Testi tratti dalla “Legenda aurea” di iacopo da Varagine scelti da Chiara Bosonetto e recitati da Pietro Viggiano e Costanza Rapa
Musiche e videoproiezioni a cura dei Gai Saber
Luci ed audio: Corrado Ribero

Giacomo Maggiore, figlio di Zebedeo, fratello di Giovanni, fu uno dei dodici uomini che hanno seguito per primi, nella sua breve parabola umana, Gesù, il figlio di Dio. Giacomo fu condannato a morte nel 44 d.C. per ordine di Erode, a Gerusalemme. Narra la leggenda che i suoi amici ne caricarono il corpo su una piccola barca che miracolosamente riuscì ad attraversare il Mediterraneo e le colonne d'Ercole, fino ad arrivare ad arenarsi in Galizia. Di qui sarebbe stato trasportato in un luogo segreto per essere seppellito. Il luogo della sepoltura restò sconosciuto per i secoli bui in cui la terra di Spagna fu preda delle invasioni dei Visigoti e degli Arabi. Ma, allo scadere del primo millennio, alcuni pastori notarono una stella isolata, luminosa, che sembrava adagiarsi in un punto preciso dell'altipiano. Era il luogo in cui si trovava la tomba dell'apostolo, il campo della stella, il campus stellae. Qualcuno iniziò, da luoghi lontani, a recarsi al campo della stella. Da allora milioni di persone hanno rifatto quel viaggio, hanno rifatto il Cammino di Santiago di Compostela, raccontando storie di santi, pastori, miracoli.
Angels Pastres Miracles
(Angeli, Pastori, Miracoli)
Il nuovo Cd ed il nuovo spettacolo dei Gai Saber
GAI SABER: www.gaisaber.it, e-mail: info@gaisaber.it, mobile: (0039).338.4735136
Prod. e distribuzione: FELMAY  orders@felmay.it, www.felmay.it
In occasione della pubblicazione del nuovo CD nel dicembre 2010, intitolato “Angels Pastres Miracles” (Angeli Pastori Miracoli) ispirato alla tradizione dei  “Novés” Occitani, i Gai Saber realizzano il loro nuovo spettacolo multimediale.
Nelle undici tracce del disco il gruppo reinterpreta alcune delle più note canzoni tradizionali che venivano eseguite e rappresentate soprattutto in Provenza nel periodo natalizio, ma delle quali abbiamo importanti testimonianze anche nel territorio occitano d’Italia.
I testi e le musiche dei Novés occitani fanno rivivere il mistero della nascita e dell’infanzia di Gesù, anche attraverso i racconti affascinanti e magici dei Vangeli apocrifi. In queste canzoni popolari, drammatizzate fin dal Medioevo, si ritrova la semplicità del mondo dei poveri, spesso i veri protagonisti dei racconti; una profonda fede nella Provvidenza divina, che protegge e consola i piccoli; un messaggio di fiducia, aiuto e simpatia per gli umili e gli oppressi, messaggio di cui la società attuale, travagliata da crisi e conflitti, sembra avere sempre più bisogno.
Proprio partendo da questo spunto i Gai Saber raccontano, attraverso le immagini del patrimonio ambientale, architettonico e pittorico delle valli ed attraverso le parole di poeti e scrittori di ieri e di oggi, legati ai territori e alla cultura d’òc (da Mistral a Barba Toni Bodrier, da Gino Giordanengo a Lele Viola, da Masino Anghilante a Piero Raina), il mondo del popolo protagonista della vita e della cultura d’Occitania.
Ciascun brano di Angels, Pastres, Miracles sarà quindi eseguito dal gruppo, ma soprattutto drammatizzato e rappresentato attraverso parole ed immagini, in un grande affresco in cui la gente d’òc, la sua musica, il suo territorio e la sua arte sono i protagonisti.
La novità dello spettacolo Angels Pastres Miracles è rappresentata dall’interazione fra musicisti, attori e video. Lo spazio scenico è rappresentato oltre che dall’area antistante gli spettatori, anche dallo spazio occupato dal pubblico in cui musicisti ed attori si muovono suonando e recitando, nonché dallo spazio anteriore e posteriore al  video in virtù di soluzioni tecniche che consentono il movimento dei protagonisti. L’ottica è quindi quella dell’abolizione della barriera tra attori, musicisti e pubblico.
SABATO 11 SETTEMBRE ORE 21,15
PEVERAGNO - CORTILE AMBROSINO
(in caso di pioggia: Confraternita - Via Giordana di Clans)
VIANDANTI, VIAGGIATORI E PELLEGRINI
sulla strada di Santiago de Compostela
un percorso multimediale dalla Valle Stura ai Paesi Catari, dai Pirenei alla Galizia
Letture scelte dal romanzo “Pellegrino a pedali” di Lele Viola, eseguite da Pietro Viggiano, Sofia Mirimin e Costanza Rapa
Musiche e videoproiezioni:   Gai Saber
Coreografie: Valentina Taricco
Danza: Barbara Brignone, Elena Brizio, Luisa Politano
Il 2010 è l’anno del Giubileo Compostelano; sono dichiarati infatti “Anno Santo Giacobeo”  gli anni in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo,  cade di domenica, evento che si verifica circa 14 volte nell’arco di un secolo.
Una ricorrenza che ci riporta quindi al viaggio in bicicletta di Lele Viola  verso Santiago ed al suo singolare ed atipico resoconto, quel “Pellegrino a pedali” scritto nell’anno 1999.
Definire peraltro “pellegrino a pedali” il resoconto di un viaggio alla ricerca di se stessi è certamente banale e riduttivo. Come il suo autore, uomo di multiformi interessi  ed affetti (ciclista, insegnante, musicista, apicoltore, e, non ultimo tassello, amante della montagna e dell’Occitania) è l’espressione di molteplici influenze: l’amore per il viaggio lento, naturale, non segnato dalle scadenze e dagli impegni, la curiosità di scoprire il pensiero e la profondità delle persone che si incontrano, l’amore per la bici e la tecnica ciclistica, la volontà di salvaguardare la natura,  la ricerca del proprio ritmo e della propria serenità.
L’elemento più intrigante del libro di Lele forse è proprio la mescolanza dei temi che lo caratterizzano: la fatica ed il pensiero, la  natura e e la sacralità dei luoghi, il movimento e la calma.  Un testo trasversale quindi, vario e ricco di stimoli; in una parola, moderno.
La musica dei Gai Saber, come lì'opera di Lele,  affonda  le proprie radici nella montagna occitana ma guarda altrove, viaggiando attraverso i territori bruciati dal sole della Francia del Sud e della Spagna, fino ai suoni della gaita galiziana e a Santiago di Compostela; non un punto di arrivo, ma solo una tappa, da cui ripartire ancora.
Lele Viola
Lele Viola, nato a Cuneo nel 1955, vive a Cervasca con Germana e i figli Francesco e Chiara. Insegna Estimo all'Istituto per Geometri di Cuneo. Negli ultimi venticinque anni ha suonato musica occitana, ha allevato pecore e capre, restaurato diverse case sparse per le valli, piantato un migliaio di alberi e fatto centomila chilometri in bicicletta. www.leleviola.it
Pietro Viggiano è allievo dell' accademia teatrale "G. Toselli" Ha studiato recitazione con gli insegnanti Chiara Giordanengo e Michele Viale fin dall'età di otto anni ( 1999 -2009). Nel 2005 ha inoltre collaborato con il gruppo teatrale la "Gramigna" nello spettacolo "I miserabili". Nel 2009 ha recitato con i Gai Saber nello spettacolo “tutti gli animali della terra adorano i signore”
Sofia Mirimin e Costanza Rapa hanno studiato teatro nell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo.
Valentina Taricco, ballerina e coreografa ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro, insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.
In passato ha danzato per la compagnia Kaidara di K.Genero e ha studiato a Parigi sia contemporanea che afro. Collabora attivamente con I Gai Saber dal 2009.
I Gai Saber sono:
Maurizia Giordanengo (organetto)
Chiara Bosonetto (voce)
Elena Giordanengo (arpa, tamburi e flauti provenzali, voce)
Lorenzo Arese (batteria)
Alessandro Rapa (chitarre acustiche , bodhran, voce,  campionamenti e programmazioni digitali)
Simone Lombardo (ghironda, flauti, cornamusa)  
“Di Macabrè la danza"
domenica 8 agosto - MACRA (CN) - Area esterna Chiesa di S. Salvatore - ore 21,00
domenica 11 luglio - LUSERNA S. GIOVANNI - Fr. S. Giovanni, P.za 17 Febbraio - ore 21.30
sabato 3 luglio - SCIOLZE (TO) - P.za Vittorio Veneto - ore 21,30
Viaggio multimediale fra i vizi e le virtù dell’uomo attraverso gli affreschi delle danze macabre e degli inferi nelle vallate alpin con Francesco De Maria, Costanza ed Eugenia Rapa

Coreografie: Valentina Taricco
Danza: Elisabetta Prezia
Commento musicale e videoproiezioni: Gai Saber
Luci: Marco Albanese
Audio: Corrado Ribero
Segreteria di Produzione: Giulia Pellegrino
Regia: Gimmi Basilotta

I personaggi della danza macabra, i dannati e i salvati,  rappresentati nella cappella di S. Pietro a Macra ed in altre chiese delle valli occitane,  sono i protagonisti della processione dei morti, il cours della tradizione medioevale alpina, in cui tutte le persone di ogni classe sociale sono accomunate dal medesimo destino. E’ il momento in cui potente e contadino, guerriero e mercante, prostituta  e monaco diventano uguali, non più condizionati dai propri limiti e dai propri privilegi. In questo racconto multimediale emerge il significato più antico della danza macabra, non solo dogmatico “memento mori”, ma soprattutto momento di equità e giustizia per tutti gli uomini..
Lo spettacolo mescola e fa interagire vari strumenti di comunicazione; recitazione, danza, musica, immagini, pittura,  rappresentando l’evoluzione di un percorso di ricerca intrapreso dai Gai Saber fin dal 2007 in cui la tradizione popolare dialoga con la modernità dei nuovi linguaggi, sia in campo musicale, attraverso la contaminazione dei generi, sia attraverso la mescolanza e la contemporaneità espressiva delle differenti arti.
CONTENUTI E TEMATICHE
La Danza macabra è rappresentata in due affreschi delle valli, a Macra  e a Saluzzo.
I relativi cartigli rappresentati sono in parte in latino, in parte in francese ed occitano.
Il testo si ispira, oltre che agli affreschi sopra citati, a tre canzoni occitane tradizionali "Il ricco cattivo", "i tre orfanelli" e  "Gesù Cristo si veste da povero", nonché ai "Versi della morte" del poeta medievale di lingua d’oil  Hèlinant de Froidmont; altra fonte è la leggenda tradizionale medioevale dei “tre vivi e dei tre morti”, anch'essa oggetto di rappresentazioni pittoriche.
I contenuti artistici, linguistici e culturali del mondo medievale occitano che erano alla base di questi racconti e di queste rappresentazioni ben si sposano con l’attualità del tema della responsabilità morale dell'uomo rispetto alle sue azioni nella vita terrena, una sorta di richiamo etico cui anche oggi abbiamo certamente bisogno.
Collegandosi a leggende e racconti della cultura popolare occitana, della cultura celtica e araba nelle quali affonda le sue origini la musica trobadorica, vengono affrontati i temi sempre attuali della ricchezza e della povertà, del male e del bene, della vita e della morte, utilizzando i vari registri della comunicazione teatrale (dal drammatico al grottesco).
I PROTAGONISTI
Gimmi Basilotta Autore, attore, regista, lavora professionalmente dal 1983 nella Compagnia " Il Melarancio ", di cui è Direttore Artistico. Allievo di Gisella Bein, Mimmo Cuticchio,  Jan Dvorak,  Bruno Leone, Giovanni Moretti,  David Syrotak e Peter Waschinschy, a tutt'oggi ha scritto e messo in scena, 43 spettacoli Francesco De Maria, Marco Albanese e Giulia Pellegrino
Collaborano con Officina Residenza Multidisciplinare, un progetto di teatro e territorio che la Compagnia Il Melarancio coordina a Cuneo dal 2003 in convenzione con il Comune di Cuneo e la Regione Piemonte
I Gai Saber
Simone Lombardo (cornamusa, ghironda, flauti)
Maurizia Giordanengo (organetto)
Chiara Bosonetto (voce)
Elena Giordanengo (arpa, tamburi e flauti provenzali, voce)
Lorenzo Arese (batteria)
Alessandro Rapa (chitarre acustiche , bodhran, voce,  campionamenti e programmazioni digitali)
Per info e curriculum  www.gaisaber.it
Valentina Taricco ed Elisabetta Prezia
Ballerina e coreografa, ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro; insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.
Una delle migliori collaboratrici di Valentina è Elisabetta Prezia, da anni attiva negli stages di danza afro e contemporanea della Compagnia
Folkland for Emergency 2010
Domenica 16 maggio 2010, dalle ore 16,00 alle 24,00
h. 16: Bifólc h. 18: Filid h. 20: Paranza del Geco h. 22: Gai Saber
Maison Musique
Via Rosta 23 – Rivoli (TO)
Informazioni Gruppo Emergency di Torino: 338.8922094
www.emergency.2you.it
Otto ore di musica e danze
per raccogliere fondi dedicati all’ospedale “Tiziano Terzani” di Emergency
a Lashkar-gah in Afganistan.
Ingresso: 10 €

L'intervento di Emergency in Afganistan ha avuto inizio nel 1999 con la "conversione" di un'ex caserma in un Centro chirurgico dedicato alle vittime di guerra ad Anabah, villaggio della valle del Panshir allora controllata dai mujaheddin del comandante Massud.Con la fine dei combattimenti aperti tra mujaheddin e taliban, i criteri di ammissione al centro sono stati estesi alla chirurgia d'emergenza, alla traumatologia e alla chirurgia d'elezione. Nel 2003, con l'apertura delle unità di pediatria e di medicina interna, il Centro chirurgico per vittime di guerra è diventato l'ospedale generale di riferimento per gli abitanti dell'intera valle.Durante il conflitto tra taliban e mujaheddin, Emergency ha aperto un secondo Centro chirurgico a Kabul, allora governata dai taliban. Un ex asilo bombardato, nel centro della città, è diventato il nucleo dell'ospedale che ha avviato le attività cliniche nell'aprile 2001.In seguito a un'incursione armata della polizia religiosa taliban, Emergency ha temporaneamente sospeso le attività sanitarie per riprenderle l'8 novembre 2001, durante la guerra intrapresa da Stati Uniti e Gran Bretagna.Nel 2002, d'intesa con il ministero della Sanità locale, l'attività dell'ospedale - prima limitata ai casi di chirurgia di guerra - è stata estesa alle emergenze chirurgiche e traumatologiche. Nell'agosto del 2003 è stato aperto un Reparto di rianimazione e terapia intensiva dotato di 6 posti letto, con monitor, infusori e ventilatori.Nell'agosto del 2005, a causa dell'aumento costante di pazienti con traumi cranici "chiusi", è stato installato un apparecchio per tomografie computerizzate, il solo disponibile gratuitamente in tutto l'Afganistan.L'ospedale è diventato il più importante centro di chirurgia di guerra e di traumatologia del paese.Nel settembre del 2004 Emergency ha aperto un terzo ospedale a Lashkar-gah, capoluogo della provincia meridionale di Helmand.Il Centro, dedicato al giornalista e uomo di pace Tiziano Terzani, garantisce assistenza chirurgica di alta qualità alla popolazione di un'area molto vasta, dove non esistono strutture sanitarie gratuite.Il Centro è stato chiuso lo scorso aprile in seguito a un'incursione armata da parte di militari presenti nell'area e al fermo ingiustificato di membri dello staff nazionale e internazionale di Emergency. Lo staff è stato rilasciato in quanto innocente; Emergency sta ora lavorando per la riapertura dell'ospedale.


DOMENICA 21 MARZO ORE 19
JAZZ CLUB
VIA S. CROCE 16 CUNEO
VIANDANTI, VIAGGIATORI E PELLEGRINI
sulla strada di Santiago de Compostela
un percorso multimediale dalla Valle Stura ai Paesi Catari, dai Pirenei alla Galizia
Letture scelte dal romanzo “Pellegrino a pedali” di Lele Viola, eseguite da Pietro Viggiano, Sofia Mirimin e Costanza Rapa
Musiche e videoproiezioni  Gai Saber
Danza e coreografie di  di Valentina Taricco
Ospite: Simone Lombardo
Il 2010 è l’anno del Giubileo Compostelano; sono dichiarati infatti “Anno Santo Giacobeo”  gli anni in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo,  cade di domenica, evento che si verifica circa 14 volte nell’arco di un secolo.
Una ricorrenza che ci riporta quindi al viaggio in bicicletta di Lele Viola  verso Santiago ed al suo singolare ed atipico resoconto, quel “Pellegrino a pedali” scritto nel anno 1999, ormai secolo trascorso.
Definire peraltro “pellegrino a pedali” il resoconto di un viaggio alla ricerca di se stessi è certamente banale e riduttivo. Come il suo autore, uomo di multiforme interessi  ed affetti (ciclista, insegnante, musicista, apicoltore, e non ultimo tassello, amante della montagna e dell’Occitania) è l’espressione di molteplici influenze: l’amore per il viaggio lento, naturale, non segnato dalle scadenze e dagli impegni, la curiosità di scoprire il pensiero e la profondità delle persone che si incontrano, l’amore per la bici e la tecnica ciclistica, la volontà di salvaguardare la natura,  la ricerca del proprio ritmo e della propria serenità.
L’elemento più intrigante del libro di Lele forse è proprio la mescolanza dei temi che lo caratterizzano: la fatica ed il pensiero, la  natura e e la sacralità dei luoghi, il movimento e la calma.  Un testo trasversale quindi, vario e ricco di stimoli; in una parola, moderno.
Lele Viola incontra nella giornata della cultura cuneese i Gai Saber, con la loro musica che, come l’opera di Lele,  affonda  le proprie radici nella montagna occitana ma guarda altrove, viaggiando attraverso i territori bruciati dal sole della Francia del Sud e della Spagna, fino ai suoni della gaita galiziana e a Santiago di Compostela; non un punto di arrivo, ma solo una tappa, da cui ripartire ancora.
Lele Viola
Lele Viola, nato a Cuneo nel 1955, vive a Cervasca con Germana e i figli Francesco e Chiara. Insegna Estimo all'Istituto per Geometri di Cuneo. Negli ultimi venticinque anni ha suonato musica occitana, ha allevato pecore e capre, restaurato diverse case sparse per le valli, piantato un migliaio di alberi e fatto centomila chilometri in bicicletta. www.leleviola.it
Pietro Viggiano è allievo dell' accademia teatrale "G. Toselli" Ha studiato recitazione con gli insegnanti Chiara Giordanengo e Michele Viale fin dall'età di otto anni ( 1999 -2009). Nel 2005 ha inoltre collaborato con il gruppo teatrale la "Gramigna" nello spettacolo "I miserabili". Nel 2009 ha recitato con i Gai Saber nello spettacolo “tutti gli animali della terra adorano i signore”
Sofia Mirimin e Costanza Rapa hanno studiato teatro nell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo.
Valentina Taricco, ballerina e coreografa ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro, insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.
In passato ha danzato per la compagnia Kaidara di K.Genero e ha studiato a Parigi sia contemporanea che afro. Collabora attivamente con I Gai Saber dal 2009.
Simone Lombardo è polistrumentista  leader de “La Ramà”, con cui ha prodotto nel 2007 lo splendido “L’encharma” (L’incantesimo) Opera da anni nell’ambito della musica occitana ed ha all’attivo numerosissime partecipazioni in vari gruppi di musica tradizionale e non (Lo Truc, Traffic Light Orchestra, Gai Saber).   
IN PREPARAZIONE!!!
“Finirete tutti all’inferno”

Viaggio multimediale fra i vizi e le virtù dell’uomo attraverso gli affreschi delle danze macabre e degli inferi nelle vallate alpine

I protagonisti  della danze macabre e dei gironi infernali, rappresentati negli affreschi  gotici delle cappelle delle valli occitane  e del territorio  cuneese e torinese, prendono vita attraverso gli attori, i musici e le danzatrici sulla scena; i diavoli e gli scheletri conducono all’inferno i tipi umani della società medioevale.
Il potente ed il contadino, il guerriero ed il mercante, la prostituta  ed il monaco raccontano, tra il tragico, il grottesco ed il comico, le storie, le aspirazioni, le miserie e le paure degli uomini della società  del loro tempo, evidenziando le analogie con idee, sensibilità e mentalità dell’uomo moderno che nasce dal pensiero medioevale.
NUOVO SPETTACOLO 2009
NOVÉS OCCITANS CON I GAI SABER
TUTTI GLI ANIMALI DELLA TERRA LODANO IL SIGNORE – TOTAS LAS BESTIAS DE LA TÈRRA ADORON L’ENFANT
Totas las bestias de la tèrra adoron l’enfant
Tutti gli animali della terra adorano il Signore
(Nové occitano)
Con i Gai Saber e la compagnia di Danza contemporanea di Valentina Taricco
Recita il testo teatrale Pietro Viggiano
Con la partecipazione dei giovani allievi dell’Accademia Teatrale Toselli
Ospite: Simone Lombardo

In occasione delle festività natalizie del 2009, l’Associazione Culturale Gai Saber con la collaborazione dell’attore Pietro Viaggiano, dell’Accademia teatrale Toselli, del gruppo di danza contemporanea di Valentina Tarocco e del polistrumentista Simone Lombardo de “La Ramà”, propone, in alcune delle più belle chiese della provincia di Cuneo, la rappresentazione del Nové occitano “Tutti gli animali della terra lodano il Signore”. Questo Nové fa parte della raccolta Trésor des Noëls provençaux ed è uno dei più antichi scritto da Nicolas Saboly (1614-1675), priore di importanti chiese fra Avignone e Carpentras. Il maestro Saboly accompagnava con l’organo, mentre i Novés venivano rappresentati, cantati  e suonati con strumenti tradizionali.
Il “Nové degli animali” interessa soprattutto per il testo ed i suoi riferimenti alla tradizione biblica (Isaia) e ai Vangeli apocrifi, oltre che alla cultura popolare. Di facile comunicazione, ma tutt’altro che banale, propone un messaggio di pace e fratellanza fra tutti gli esseri viventi, riprendendo l’aspirazione ideale della concordia omnium (concordia universale), era di assoluta pace e armonia in tutto il creato rinnovato dalla venuta del Messia.
Il Nové sarà recitato da Pietro Viggiano e da giovani allievi dell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo; l’azione sarà accompagnata dalla musica eseguita dal vivo dai Gai Saber e commentata dalle immagini video e dalla rappresentazione scenica del gruppo di danza contemporanea di Valentina Taricco.

I Novés occitani e la rappresentazione multimediale dei Gai Saber

La canzone popolare ancora oggi affascina, e rapisce chi vuole lasciarsi trasportare nel mondo delle passioni e degli eventi che dai tempi antichi hanno saputo toccare il cuore dell’uomo.
I Novés Occitani, canti natalizi tradizionali che venivano eseguiti e rappresentati soprattutto in Provenza nel periodo natalizio, ma dei quali abbiamo importanti testimonianze anche nel territorio occitano d’Italia,   da sempre fanno rivivere il mistero della nascita e dell’infanzia di Gesù, anche attraverso i racconti affascinanti e magici dei Vangeli apocrifi. Pur se non sempre l’immaginazione dei racconti apocrifi si accorda  con la rigorosità dei Vangeli canonici, nelle canzoni popolari, drammatizzate fin dal Medioevo nelle veglie popolari per il Natale, si ritrova una profonda fede nella Provvidenza divina, che protegge i poveri e consola i piccoli; un messaggio di fiducia, aiuto e simpatia per gli umili e gli oppressi, messaggio di cui la società attuale, travagliata da crisi e conflitti, sembra avere sempre più bisogno.
Ad  alcuni di questi racconti, che trovano suggestive raffigurazioni anche nelle chiese delle nostre vallate, hanno fatto riferimento i Gai Saber nell’elaborazione di testi e musiche che hanno prodotto gli spettacoli natalizi degli ultimi tre anni (“Il miracolo del grano”, “il miracolo della palma ed il recente “Tutti gli animali della terra adorano il Signore”)
I Novès occitani vengono così narrati e drammatizzati da attori professionisti; l’azione è intervallata dalla musica eseguita dal vivo dai Gai Saber e viene commentata dalle immagini video con un sistema di retroproiezione.
Nel 2007 i Gai Saber hanno iniziato questo percorso di ricerca al contempo musicale, visiva e teatrale, accostando la musica tradizionale alle rappresentazioni pittoriche presente sul territorio: in tal modo “il miracolo del grano”, meravigliosamente rappresentato nelle chiese di S. Fiorenzo di Bastia e di Elva ha fatto da scenario al Nové occitano che racconta il miracolo della crescita rigogliosa del grano quale ricompensa del contadino che aveva dato protezione alla Sacra Famiglia inseguita dai soldati di Erode. Così gli splendidi affreschi del “miracolo della palma” della Pieve di Beinette ed ancora di San Fiorenzo di Bastia hanno accompagnato il racconto e la musica dell’omonima tradizione occitana.
Lo spettacolo, ogni anno ispirato a nuovi Novés è stato rappresentato con successo in occasione delle festività natalizie a Chiomonte, Bardonecchia, Cuneo, Peveragno, Celle Macra.

Gli Spettacoli del 2009

Giovedì 24 dicembre Peveragno – Natale in contrada – Ore 21 – Chiesa della Confraternita di S. Pietro in Vincoli
Sabato 26 dicembre – Cuneo – Il gioco della stella – ore 17 – Chiesa dell'Annunziata
Sabato 26 dicembre – Peveragno – Natale in Contrada – ore 21 – Confraternita di S. Pietro in Vincoli
Domenica 27 dicembre – Celle Macra – ore 15,30 Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista
Martedì 29 dicembre – Oulx (TO), fr. Savoulx – ore 21 – Chiesa Parrocchiale di S. Gregorio Magno
Mercoledì 30 dicembre – S. Anna di Valdieri – ore 21 -  Chiesa parrocchiale  di S. Anna
Domenica 10 gennaio – Lusernetta (TO) – ore 17 -  Chiesa di S. Antonio Abate

Le Sedi

Peveragno – Via Giordana di Clans - Le caratteristiche tardo-barocche della settecentesca chiesa della Confraternita (la Crusà per i Peveragnesi) sono messe in evidenza dall´impianto a croce greca coperto sul vano centrale (destinato alla popolazione) con una cupola ellissoide ribassata poggiante su otto colonne; l’ amplissimo coro, di forma ellittica, era destinato ai confratelli. Completano internamente l´insieme due ariose cappelle laterali ed un vano ingresso appropriato, in cui fu poi allogata l´orchestra, con ottimo organo, poggiante su colonne. http://www.comune.peveragno.cn.it/fr_ch_crusa.php?lg=en
Celle Macra – Borgata Chiesa - La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista è costruzione del ´700 con campanile romanico, preesistente, navata unica con ampio presbiterio e due cappelle laterali. Ospita il famoso Polittico di Hans Clemer del 1496, cinque tavole lignee raffiguranti la Madonna in trono con il Bambino a destra San Giovanni Evangelista e San Paolo e a sinistra San Pietro e San Giovanni Battista che presenta il committente in preghierahttp://www.comune.celledimacra.cn.it/da_vedere.php
Oulx -  Fr. Savoulx - la chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno, del 1451, domina il paese con il suo campanile slanciato nello stile tipico del Delfinato.http://www.comune.oulx.to.it/frazio_patois2.htm#11
S. Anna di Valdieri - Fraz. S. Anna 86 -  La piccola Chiesa Parrocchiale, a una navata, nella sua veste attuale risale al 1819, ed è decorata all'interno con le figure dei beati di Savoia Bonifacio ed Amedeo IX. http://www.comune.valdieri.cn.it/ParrocchiePagina.asp?ID=11
Lusernetta - La chiesa di S. Antonio Abate, di linee semplici e armoniose, è di stile barocco con pianta a croce greca e con cupola centrale semisferica. Pregevole la tela raffigurante l’Assunta circondata dal patrono della chiesa S. Antonio Abate, da S. Bernardino e S. Rocco, patroni di due cappelle omonime che si trovano nell’ambito del territorio parrocchiale.http://www.comune.lusernetta.to.it/cosa_vedere.asp

I protagonisti

Pietro Viggiano è allievo dell' accademia teatrale "G. Toselli" Ha studiato recitazione con gli insegnanti Chiara Giordanengo e Michele Viale fin dall'età di otto anni ( 1999 -2009). Nel 2005 ha inoltre collaborato con il gruppo teatrale la "Gramigna" nello spettacolo "I miserabili".
Valentina Taricco, ballerina e coreografa ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro, insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.
In passato ha danzato per la compagnia Kaidara di K.Genero e ha studiato a Parigi sia contemporanea che afro.
Gli allievi dell’ Accademia Toselli che partecipano allo spettacolo sono Costanza Rapa e Andrea Desideri.
Simone Lombardo è polistrumentista  leader de “La Ramà”, con cui ha prodotto nel 2007 lo splendido “L’encharma” (L’incantesimo) Opera da anni nell’ambito della musica occitana ed ha all’attivo numerosissime partecipazioni in vari gruppi di musica tradizionale e non (Lo Truc, Traffic Light Orchestra).  
I Gai Saber sono:
Maurizio Giraudo (cornamusa, ghironda, flauti, voce),
Maurizia Giordanengo (organetto)
Chiara Bosonetto (voce)
Elena Giordanengo (arpa, tamburi e flauti provenzali, voce)
Paolo Brizio (organetto e percussioni)
Gianpaolo Giacobbe (batteria)
Alessandro Rapa (chitarre acustiche , bodhran, voce,  campionamenti e programmazioni digitali)
INNAMÒRATI DELLA CULTURA, INNAMÒRATI DI CUNEO

Il 14 febbraio 2009 a Cuneo e a Torino gruppi musicali, teatrali, associazioni culturali daranno vita ad una giornata di manifestazioni e spettacoli dal titolo “innamoràti della cultura” in favore della cultura stessa e contro i tagli finanziari previsti nel settore. In questa occasione i Gai Saber ed il Teatro della Gramigna proporranno, presso la chiesa dell’Annunziata a Cuneo, alle ore 17, le testimonianze di autori cuneesi e non sul tema di fare cultura ed in particolare delle esperienze culturali legate alla città di Cuneo ed al suo territorio. In questa performance teatrale-musicale la lettura dei testi si alternerà e mescolerà con musiche eseguite dal vivo e video-proiezioni. Intento dello spettacolo, oltre che testimoniare la difesa della cultura da parte di autori di ieri e di oggi, è rendere evidente l’originalità della rappresentazione culturale quando questa si manifesta attraverso la mescolanza dei linguaggi espressivi.
Documento della manifestazione

Un quartiere fatto di case e qualche servizio essenziale (scuola, uffici anagrafici), si chiama "quartiere dormitorio". Ciò che trasforma un luogo in cui "si dorme" in un luogo in cui "si vive" è la condivisione di un patrimonio culturale: questo hanno capito tutte le civiltà, dagli antichi greci ad oggi. In questo periodo di grandi difficoltà finanziarie la cultura sembra un bene superfluo, ma difendere la cultura significa difendere la nostra identità e riconoscere la nostra storia come esseri umani. Tutte le società, in tutti i tempi, hanno avuto bisogno di luoghi, di idee, di rappresentazioni artistiche che li rendessero cittadini consapevoli di appartenere ad una comunità. Mantenere viva la cultura in tempo di crisi è il segno di una società che non si arrende all'abbrutimento, che coltiva il legame tra i cittadini, che offre a tutti strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro. In secondo luogo la cultura significa posti di lavoro. Dietro una mostra, uno spettacolo, un museo, un convegno o una pubblicazione non ci sono soltanto artisti o intellettuali più o meno noti: ci sono organizzatori, maschere, addetti alle pulizie e alle biglietterie, attrezzisti, bibliotecari, ricercatori, e molte altre figure professionali. "Tagliare sulla cultura" significa anche "tagliare" posti di lavoro. In terzo luogo la cultura costa poco, neanche l'1% del bilancio nazionale e di quelli locali. Per questo abbiamo pensato di dedicare una giornata, il 14 febbraio, a mettere in luce il nostro lavoro per farne conoscere la quantità e la qualità: fondazioni, associazioni, cinema, gallerie, musei, biblioteche, teatri, orchestre per tutta la giornata saranno aperte e attive con un ampio programma di manifestazioni. Vi invitiamo a partecipare alla giornata testimoniando con la vostra presenza e con una vostra firma nei punti di raccolta, che la cultura è un pezzo importante della vostra esistenza, così come la salute, la scuola e gli altri servizi che regolano la vita delle nostre città. Senza il nostro libro preferito, senza il film che ci ha fatto piangere, senza la canzone che ci ha fatto innamorare saremmo tutti un po' più tristi e un po' più soli.

NATALE 2008

IL MIRACOLO DELLA PALMA - LOU PREMIER MIRACLE
Ideazione e testo di  Chiara Bosonetto
Regia di Luca Occelli e Gai Saber
Musica e videoproiezioni dei Gai Saber
Recita il testo teatrale Luca Occelli
con i piccoli attori della scuola di strumenti tradizionali di Peveragno
Il miracolo della palma/ Lou premier miracle
“ Sorelle dei fiori di montagna, come quelle hanno dei colori accesi, un sapore un po’ amaro, un profumo un po’ selvaggio che non si addice ai raffinati, ma piace ai forti”
(Chants populaires de Provence, 1892, recuillis et annotés par Damasc Arbaud)
Ecco perché la canzone popolare ancora oggi affascina, e rapisce chi vuole lasciarsi trasportare nel mondo delle passioni e degli eventi che dai tempi antichi hanno saputo toccare il cuore dell’uomo.
Il Nouvé provenzale (Lou premier miracle”, ovvero “il miracolo della palma” tratto dai vangeli apocrifi, ispira quest’anno la proposta natalizia dei Gai Saber.
La voce calda e drammatica di Luca Uccelli, attore da anni affermato in varie performance di impiego culturale e civile, narrerà la leggenda della palma miracolosa che piegò i suoi rami carichi di frutti per sfamare la vergine Maria in viaggio verso Betlemme, inchinandosi alla grandezza del Signore, ancora nel grembo della madre. La musica dal vivo dei Gai Saber e le voci degli allievi dei corsi di strumenti tradizionali di Peveragno dialogheranno con il narratore  in un’atmosfera toccante e suggestiva .
Anche se non sempre l’immaginazione dei racconti apocrifi si accorda  con la rigorosità dei Vangeli canonici, in questa canzone popolare, drammatizzata fin dal Medioevo nelle veglie popolari per il Natale, si ritrova una profonda fede nella Provvidenza divina, che protegge i poveri e consola i piccoli; un messaggio di fiducia, aiuto e simpatia per gli umili e gli oppressi, messaggio di cui la società attuale, travagliata da crisi e conflitti, sembra avere sempre più bisogno. Le immagini delle videoproiezioni e la musica porteranno lo spettatore in un viaggio virtuale fra modernità e passato, cogliendo le radici della musica occitana insieme alle figure pittoriche ispirate ai Nouvé provenzali ed alle immagini della vita di oggi.
SANT JUSEP EMBE MARIA: IL MIRACOLO DELLA BONTA' DEL NATALE
NOVÉS OCCITANS CON I GAI SABER
PEVERAGNO – Natale in contrada –  Chiesa della Confraternita – 24 e 26 dicembre ore 21

“Natale in Contrada” è , ormai un appuntamento consolidato e quanto mai vivo nella tradizione natalizia peveragnese. Antichi mestieri, canti di natale e sacre rappresentazioni. La festa del Natale in uno dei più bei centri storici della provincia
CUNEO – Il Gioco della Stella   – Chiesa del Sacro Cuore – 26 dicembre ore 16

"Il Gioco della Stella" era , presumibilmente, una manifestazione sacra e popolare,  che nel Natale cuneese del lontano 1426 fu rappresentata nel  capoluogo. Come già lo scorso, anno, la manifestazione, curata dalla Compagnia del Melarancio, reintepreta questo momento riprendendone la natura conviviale e  comunitaria, con l'intento, nel 2007,  di estendere i numerosi momenti di rappresentazione e di incontro oltre il centro storico cuneese. Musica e teatro per tutta la città.
CELLE MACRA –  Borgata Chiesa – Chiesa parrocchiale S. Giovanni Battista  -  29 dicembre ore 16,30

Una delle più belle chiese delle valli occitane ed uno dei paesi occitani più belli. La splendida  musica tradizionale occitana natalizia eseguita all’interno della chiesa che ospita il famoso polittico del “Maestro d’Elva” Hans Clemer
SANT JUSEP EMBE MARIA: IL MIRACOLO DELLA BONTA' DEL NATALE
NOVÉS OCCITANS CON I GAI SABER

PEVERAGNO – Natale in contrada – 24 e 26 dicembre
CHIESA DI CELLE MACRA – 29 dicembre 2007

I Novés in occitano da sempre fanno rivivere il mistero della nascita e dell’infanzia di Gesù, anche attraverso i racconti affascinanti e magici dei Vangeli apocrifi. Proprio ad uno di questi racconti, il “miracolo del grano”, che trova nella chiesa di S. Fiorenzo di Bastia una suggestiva raffigurazione, si ispira l’azione drammatica nata dalla collaborazione fra i Gai Saber, i piccoli allievi dei corsi di strumenti tradizionali di Peveragno e “Tratti di Teatro”. Già proposto nel 2006 sotto la sapiente regia di Chiara Giordanengo dell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo, la rappresentazione di quest’anno si basa sul testo di Chiara Bosonetto dei Gai Saber e sul coordinamento della stessa e di Andrea Giuso, insegnante ed operatore culturale fondatore della compagnia teatrale peveragnese  “Tratti di teatro”.
I giovani attori narreranno la fuga della Sacra Famiglia dalla violenza di re Erode: una vedova nella sua umile casa ed un semplice seminatore col suo ampio mantello doneranno la salvezza al bambino Gesù. E saranno premiati con generosità da Maria: la prosperità entrerà nella casa della vedova e uno straordinario raccolto riempirà il granaio del seminatore.
Nella sua nuova veste del Natale 2007 lo spettacolo “Sant Jusep embe Maria”diventa multimediale: proiezioni insieme a parole ed azioni, ovviamente con le dolci melodie  dei Novés tradizionali eseguiti dai Gai Saber. L’appuntamento è per il 24 e il 26 dicembre in occasione del Natale in Contrada alla Confraternita di Peveragno ed 29 dicembre presso la chiesa di Celle Macra. Per non dimenticare il miracolo del Natale.
La vierge – La vergine
La musica tradizionale occitana è ricchissima di canti natalizi. In questo Novédel XVI secolo la Natività è descritta con grande semplicità: il freddo e la povertà accompagnano la nascita di Gesù, e sono gli uomini semplici che lo accolgono nel mondo.
La Vierge (Nové)                                            La Vergine (Noël)                             
La vierge s’es acouchado                              La Vergine ha partorito
Eici dins un paure lioc,                                  qui in un luogo misero
Es quasi touto gelado                                     è quasi tutta gelata
Sèns flassado, sènso fioc.                              Senza fasce, senza fuoco
S’anan vèire Jèsus-Crist,                                Andiamo a vedere Gesù Cristo
Que trambloto dins l’estable                          che trema nella stalla
S’anan vèire Jèsus-Crist,                                Andiamo a vedere Gesù Cristo
Nous dounara paradis.                                   Otterremo il Paradiso
Or, sus, Claude, moun bon fraire                   Sù, Claudio, fratello mio,
Nous ié fau tóutis ana,                                   occorre che ci andiamo tutti
Fau prega Diéu e sa maire,                           bisogna pregare Dio e sua madre
Puis la fau felicita.                                         E felicitarci con lei
Fau veni, ma maire, vite,                               Su madre mia, bisogna andare, presto,
Thoumas, nostre bon vesin                            Tommaso, nostro buon vicino,
Amai compaire Dorite,                                   e anche il compagno Dorite
E Marfau, nostre bon chin                              e Morfau, nostro bravo cane
Jèsus n’a qu’un pau de palho                        Gesù ha solo un po’ di paglia
Pèr teni sous soun cabès;                              per sorreggere il proprio capo
Estrai uno bono toalho                                   tira fuori una bella tovaglia
Pèr li faire de drapes.                                    Per fargli delle lenzuola
I GAI SABER E LA BANDIERA OCCITANA
In merito all’articolo pubblicato sul sito “Cuneocronaca” in data 01-10-07 dal titolo "Perché consideriamo quella bandiera esposta a Peveragno come estranea al territorio" a firma di alcuni componenti della Consulta provenzale, ( http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=4246&typenews=primapagina ) nonché in relazione alle osservazioni della Consulta provenzale riportate da varie testate giornalistiche on-line, esprimiamo il nostro parere in qualità di Associazione culturale peveragnese operante da ben 15 anni sul territorio.
La bandiera occitana ha le sue origini medievali storiche fra Tolosa e la Provenza, ha rappresentato movimenti politici ormai defunti o prossimi alla sparizione, e, .trattandosi di un simbolo riconosciuto dalle genti cis e transalpine di ceppo linguistico d’òc, viene certamente ancora oggi assunta a rappresentanza di alcune regioni della Francia del sud, il citato Midi Pyrenées, ma anche il Languedoc Roussillon. Si tratta quindi di un emblema in cui coloro che parlano occitano si riconobbero in passato, e si riconoscono ancora oggi, seppur non necessariamente con lo stesso bagaglio di significati simbolici.. Né è prova la “marcia dei 20.000” a Beziers il 17 di marzo del corrente anno, dove la bandiera occitana, sventolata da tutti i partecipanti, dai Pirenei alla nostre Vallate, rappresentava non un partito politico ma una volontà, un’istanza semplice, pacifica e legittima: la possibilità dell’ insegnamento dell’occitano  nel sistema pubblico scolastico di Francia, laddove, ahinoi, una legge che tuteli la minoranze linguistiche ancora non esiste. Tantissimi gli Occitani delle nostre vallate che parteciparono, noi Gai Saber eravamo fra quelli.
Ci dicono che dagli anni sessanta in poi, quindi dal risveglio culturale e identitario della nostra piccola Occitania d’Italia, la croce e la stella in campo rosso sono diventate il nostro simbolo. Bene, ne abbiamo un forte bisogno, perché rappresentano la nostra volontà di identità, di stima, di prospettiva per il futuro. I riferimenti ai movimenti e ai partiti politici di un tempo sono obsoleti e privi di significato per noi che qui scriviamo, dato che  non vivemmo quella stagione politica. Ciò che conta è cosa significhi a bandiera occitana OGGI: un simbolo di identità forte per chi crede ancora in uno sviluppo sostenibile della montagna, in un futuro per i nostri figli nel nostro territorio e non altrove da stranieri, un simbolo del nostro orgoglio territoriale e linguistico. Non crediamo che sia importante disquisire sul significato passato della bandiera, ma sul futuro della nostra terra, che la bandiera deve rappresentare. Una battaglia titanica, che impegnerà tutti gli occitani di buona volontà che credono e vogliono in uno sviluppo possibile di queste terre; starà a noi valorizzare le nostre possibilità, in questo momento economico difficile,  soprattutto per la carenza di prospettive che grava sul futuro dei nostri figli. La bandiera occitana è quindi salvaguardia dell’identità e della lingua, ma non solo questo:  è prospettiva economica per la nostra terra, è sviluppo sostenibile,  rispetto del nostro ambiente, è salvaguardia del territorio, è il simbolo dell’Occitania di domani dei nostri figli, che potranno vivere con orgoglio nella loro terra se questa saprà sopravvivere valorizzando le sue risorse.
La bandiera occitana è una speranza per il futuro, non un simbolo del passato.
08-10-07
Associazione Culturale Gai Saber
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia-Comune di Mortegliano-Circolo Culturale Il Cantiere-Informazione Friulana
MORTEGLIANO (UD) VENERDI’ 12 OTTOBRE 2007
VILLA DI VARMO (BIBLIOTECA CIVICA)
I Gai Saber partecipano al Convegno su: Identità linguistiche, produzione musicale e promozione del territorio.
Una delle manifestazioni della vitalità culturale di molte realtà europee, caratterizzate dall’uso di lingue diverse da quelle maggioritarie, è rappresentata dalla produzione musicale nelle lingue di minoranza e dai riferimenti alle specifiche tradizioni culturali. E’ questo il caso, tra gli altri, dei Paesi Baschi, di Galles, Bretagna, Corsica e Sardegna. Questa caratteristica è ben presente anche in Friuli, dove esiste da almeno un paio di decenni (ma si può risalire sino agli anni Settanta e ancor prima) una vivace scena musicale legata alle lingue (friulano ma anche sloveno e tedesco) e alle diverse declinazioni sonore del territorio. E’ interessante soffermarsi su questo fenomeno da più punti di vista. Per un verso rappresenta una forma di resistenza culturale da parte di comunità che sul piano linguistico, sociale ed economico sono state (e/o continuano ad esserlo) minorizzate. D’altro canto i riferimenti a specifici background musicali e l’utilizzo della lingua propria conferiscono alle proposte musicali un carattere di originalità e di innovazione. Inoltre questo tipo di produzioni – dischi, videoclip, ma anche specifici eventi musicali – possono contribuire a promuovere l’immagine del territorio sia all’interno – nei termini di riscoperta o rinnovamento dell’identità  sia all’esterno, nel senso di far scoprire, conoscere ed apprezzare una comunità territoriale, etnica, linguistica con le sue peculiarità non solo culturali ma anche ambientali, socioeconomiche, enogastronomiche etc.
Le dimensioni entro le quali queste interazioni si sviluppano sono molteplici: la specificità linguistica come valore aggiunto per la produzione e la promozione e organizzazione di eventi e iniziative e come elemento di promozione del territorio in una dimensione europea.
Nel convegno si approfondirà la situazione locale, anche confrontandola con alcune esperienze sviluppate in Italia e in Europa, con la finalità di promuovere l’uso delle lingue minoritarie in questo settore ma anche di diffondere la conoscenza di iniziative ed attività locali presso altre minoranze linguistiche.

http://www.cormorsalvadi.org/images/Convegno_Cormor.pdf
I Gai Saber il 30 settembre 2007 a Roma partecipano alla giornata di spettacolo per la salvaguardia dei beni intangibili tutelati dall’UNESCO
Per celebrare la ratifica della Convenzione UNESCO sulla Protezione e Promozione delle espressioni della diversità culturale ed in occasione dell’imminente ratifica della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Beni Culturali Intangibili,  il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha organizzato, insieme all’Unione Province Italiane (UPI) , una giornata di incontro e di spettacolo, che si svolgerà il 30 settembre a Roma, presso i Fori Imperiali. I Gai Saber terranno un concerto nell’occasione, come rappresentanti del mondo musicale e culturale d’òc, a fianco di altre espressioni culturali  delle più svariate regioni d’Italia.
Le due convenzioni tutelano il patrimonio etnoantropologico italiano e mondiale.  Una volta approvata la convenzione gli uffici dell'Unesco stileranno la lista dei beni immateriali, feste, tradizioni, musiche, espressioni linguistiche e culturali da dichiarare patrimonio dell'umanità, come il Canto a Tenores, il teatro dei Pupi siciliani, la taranta pugliese; certamente non potrà essere tralasciato il patrimonio musicale linguistico e culturale occitano, che i Gai Saber (solo una fra le numerose espressioni artistiche del variegato mondo occitano), con la propria attività datante  ormai da quindici anni, cercano di sviluppare sul piano musicale e linguistico, con una particolare  attenzione alla multimedialità ed alla commistione con le nuove tecnologie.
La particolare importanza dell’evento sta nell’attenzione ai patrimoni culturali locali, ma con una tutela  finalmente su scala mondiale. Sono infatti circa 30 i Paesi che hanno ratificato la convenzioni sui Beni Immateriali, e molti quelli che già definiscono “beni culturall” le tradizioni popolari
Sono quindi le tradizioni popolari, i riti, le feste, la musica e le canzoni, le rappresentazioni rituali in lingue e dialetti che tendono lentamente a sparire nell’oblio, quel patrimonio “intangibile” che finalmente sarà tutelato come patrimonio dell’umanità.
Con la ratifica delle due convenzioni Unesco, una sulla Diversità Culturale, l'altra sui Beni Intangibili, i  tesori che si tramandano con la voce, la memoria, il canto, la musica, e le espressioni linguistiche e culturali “deboli”, poichè minoritarie,  troveranno una difesa ed una tutela che sarà garanzia della loro sopravvivenza, vitalità e possibilità di nuovi sviluppi espressivi.
IL 15 SETTEMBRE IL COMUNE DI PEVERAGNO ESPONE
LA BANDIERA OCCITANA
A seguito dell’adesione del Comune di Peveragno (uno dei ben oltre sessanta comuni aderenti)  alla proposta di legge regionale volta a legalizzare l'esposizione sugli edifici pubblici delle bandiere delle minoranze linguistiche riconosciute ai sensi della legge 482 del 1999, il 15 settembre alle ore 19 si terrà presso i locali del Comune la cerimonia di esposizione della bandiera occitana che affiancherà le già presenti tricolore, la bandiera europea e quella della regione Piemonte
Numerosi e significativi gli interventi delle autorità: Bruna Sibille assessore alla montagna della Regione Piemonte, Lido Riba presidente dell Uncem Piemonte, Stefano Dho presidente della Comunità Montana Bisalta, Giacomo Lombardo sindaco di Ostana; al termine degli interventi, l’esposizione della bandiera e l’esecuzione dell’inno occitano “Se chanta” con il gruppo peveragnese Gai Saber, da anni promotore della cultura occitana nel proprio paese di appartenenza, in Italia ed all’estero Dopo il momento celebrativo, verrà il momento della festa. Lo stesso gruppo Gai Saber terrà il suo nuovo spettacolo (fatto di musica, danza e proiezione di immagini) alle ore 21,15 presso l’area spettacoli dell’ex campo sportivo
L’iniziativa parte in origine nel 2004 da Ostana, piccolo Comune occitano dell’alta montagna cuneese, ed è stata accompagnata da un'intensa attività territoriale, svolta in maggior parte dalla Provincia di Torino con l’inserimento della Cerimonia dell’inaugurazione delle bandiere occitana e francoprovenzale nel progetto Occitan Lenga Olimpica.  
Il Comune di Peveragno fin dal 1999, epoca dell’approvazione della legge 482 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche,  è stato estremamente  sensibile alla questione, essendo uno dei primi comuni che si è dichiarato appartenente alla comunità linguistica occitana. Oggi, a distanza di più di sette anni da quel momento storico, l’esposizione della bandiera rappresenta certamente un’affermazione forte di appartenenza alla comunità culturale e linguistica d’òc e  testimonierà queste radici alle generazioni che verranno.
Il significato del momento è  rilevante, e merita certamente  qualche riflessione legata all’appartenenza del paese alla situazione territoriale,  linguistica e sociale  dei paesi occitani di bassa valle.
In tali paesi (tutti dichiaratisi occitani ai sensi della legge 482/99, Peveragno come  Roccavione,  Boves, Borgo S. Dalmazzo, Caraglio o Dronero),  la situazione linguistica è quella delle così dette zone grige, laddove l’occitano si è mescolato al piemontese. La questione dell’appartenenza è stata ampiamente analizzata e dibattuta negli ultimi trent’anni dagli specialisti del settore (solo per citarne alcuni, il Prof. Xavier Lamuela, docente dell’Università di Girona e normalizzatore del friulano e dell’occitano alpino, il Dr. Franco Bronzat, autorevole membro dell’AIEO - Associazione Internazionale di Studi Occitani, la D.ssa Rosella Pellerino, esperta occitanista da anni attivi in numerose associazioni culturali delle valli), i quali hanno inserito le parlate specifiche di tali paesi negli idiomi di appartenenza occitana: chi ancora parla correttamente il peveragnese di un tempo (e dobbiamo purtroppo far riferimento ai sessantenni ed oltre) sa benissimo che la sua parlata d’origine poteva essere compresa da un torinese solo con difficoltà, ed attraverso opportune traduzioni. Una bella testimonianza di quanto sopra è il Peveragnese del testo teatrale “Birun” tradotto da Rita Viglietti, indiscutibilmente perfetto per un autoctono, ostico per un piemontese di Alba, Torino o Biella, viceversa molto più accessibile per gli occitani di bassa valle. Oggi, la contaminazione con l’italiano e la graduale scomparsa delle parlate locali rende un po’ peregrine queste riflessioni, perché al di sotto dei quaranta – cinquant’anni la lingua di comunicazione è l’italiano per peveragnesi e torinesi indifferentemente.
Ma altre testimonianze significative ci giungono da due studiosi di lingua peveragnese: il compianto Stefano Bottasso, cui è intitolata la nostra biblioteca civica, che a suo tempo si espresse in tal senso,  ed il Dr. Federico Peirone, che più recentemente (articolo su “La Bisalta” del 4 aprile 2003) nel citare le dimenticate confratrie peveragnesi dalle denominazioni occitane (“Ancisa”: poggio, passaggio, valico”, “Bial”: canale d’irrigazione), ci ricordava l’origine provenzale del lessema “Viranh”, ovvero “serpeggiante”, ipotizzando l’ascendenza occitana del nostro “Peveragno” ai piedi delle serpeggianti balze collinose di S. Giorgio.
.
La prima conclusione che se ne può trarre è che, dopo questa affermazione di occitanità del Comune di Peveragno, certamente sarebbe auspicabile pensare all’insegnamento dell’occitano di bassa valle in ambito scolastico, come consentito dalla legge 482/99. Il “Diccionari occitan de Robilant – Rocavion” costituisce già un vocabolario ampiamente significativo per tutte le parlate su citate, perfetto fra l’altro per le espressioni specifiche dell’area peri – Besimauda, e facilmente integrabile con le peculiarità del Peveragnese. Se l’assenza di un testo grammaticale è un problema affrontabile,  più difficile il reperimento di insegnati autorizzati e qualificati, ovvero conoscitori dell’occitano di Peveragno o più in generale di bassa valle, condizione necessaria per poterlo insegnare.
L’insegnamento ne permetterebbe la salvaguardia, senza di esso è destino che l’occitano, nelle sue varie sfumature e particolarità, sia travolto dalle lingue dei media. Lo hanno ben capito i transalpini, che da anni insegnano nelle scuole  “Calandretas” (numerose e presenti dal Nizzardo ai Pirenei)  l’occitano ai giovani ragazzi.
Altra riflessione riguarda il significato sociale dell’esposizione della bandiera occitana, che nella volontà dei promotori dell’iniziativa originaria, mira a  creare un senso della comunità che, spesso nei luoghi di montagna segnati dallo spopolamento, si è smarrito, armonizzandolo con il sentire della gente e con i valori contenuti nella legge 482/99.
Ebbene, per i paesi di bassa valle la situazione è parzialmente differente: lo smarrimento del senso della comunità non dipende, nel nostro caso, dallo spopolamento, ma dell’evoluzione della struttura economica e sociale dei paesi, che si stanno gradualmente trasformando in satelliti dei grossi centri limitrofi (Cuneo, Saluzzo etc), sempre meno caratterizzati da una vita economica e sociale propria e quindi da una identità, spesso luoghi di permanenza solo serale dei residenti  Ne è testimonianza, più marcata nel caso di Peveragno, la graduale ma progressiva riduzione degli esercizi commerciali,  forse meno evidente in altri paesi investiti di riflesso dal turismo di valle.
Ma la perdita di identità sociale, ovvero del senso di appartenenza ad una comunità, ad un luogo e a un territorio, porta con sé il rischio del relativo degrado: mancanza di rispetto per le regole, assenza di solidarietà, egoismo, disprezzo dell’ambiente.
Se far parte della comunità occitana contribuirà a far crescere tutta una serie di relative iniziative culturali, didattiche, economiche, turistiche, sociali, avremo raggiunto lo scopo di dare un’opportunità alla nostra  gente ed ai nostri figli, di farli sentire orgogliosi della propria appartenenza, di permettere loro di vivere e prosperare nel proprio paese. E, forse anche,  di  volerlo vivibile e a misura d’uomo.
Associazione Culturale Gai Saber
I GAI SABER SU
www.kosmosradio.net
CONCERTO LIVE A RADIO STEREO 5
Iniziative didattiche con la Scuola media Unificata di Cuneo e con i Collège di Marsiglia
Nell’ambito delle iniziative didattiche svolte in collaborazione con la Scuola Media unificata di Cuneo, I Gai Saber terranno un saggio – concerto con gli allievi delle classi seconde – plesso di C.so BRUNET – Prof.ssa Cattero, in data 28 maggio 2007 alle ore 21
Brani tradizionali occitani, dei Gai Saber, Fabrizio De Andrè ed altri.
Giovedì 7 giugno alle ore 21 presso il prestigioso Theatre Gyptis di Marsiglia, prosegue l’iniziativa di collaborazione didattica dei Gai Saber nell’ambito del progetto transfrontaliero tra scuola media unificata di Cuneo e Peveragno e i tre Collège marsigliesi Jean Malrieu, Gaston Defferre e Henri Wallon. Il saggio di studio prevede, oltre a numerosi brani tradizionali occitani, l’esecuzione di alcuni brani degli stessi Gai Saber, preparati con il Professor Sergi Antunes, catalano e marsigliese di adozione, ed il Professor Jerome Guirand. L’iniziativa segue il saggio concerto già tenuto a Cuneo in data 22 maggio 2007 presso l’ex scuola media n. 4, che ha visto la partecipazione appassionata in un progetto comune di numerosi ragazzi marsigliesi, peveragnesi e cuneesi.
Il 31 maggio 2007 alle ore 22, in diretta dagli studi di Radio Stereo 5 di Cuneo, concerto acustico dei Gai Saber con esecuzione di alcuni brani del loro ultimo cd “La fabrica occitana” Il concerto si svolge nell’ambito dell’iniziativa di live concerts di Radio Stereo 5 con i gruppi dell’area cuneese, con la partecipazione numerosa degli esponenti della musica occitana. Un grazie a Claudio Dutto, da sempre attento ai movimenti culturali e musicali della nostra provincia.
I Gai Saber dal 21 maggio sono trasmessi su www.kosmosradio.net radio catalana di musica folk
 
© 2015 – Associazione Culturale Gai Saber – tutti i diritti riservati – P.IVA 02729740049 - C.F. 96058430040
Via del Gavotto 6 - 12016 Peveragno (CN) – Fax +39.0171.338663
Torna ai contenuti | Torna al menu