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DI MACABRE’ LA DANZA
SPETTACOLO MULTIMEDIALE


Sabato 09 e domenica 10  settembre 2017 ore 21,30
Peveragno (Cn) – Piazza Rocco Carboneri

Prima dello spettacolo della domenica 10 settembre CENA MEDIOEVALE nel centro storico di Peveragno!!

DI MACABRE’ LA DANZA
Spettacolo Multimediale a cura dell’Associazione Culturale Gai Saber
In collaborazione con la compagnia “I Vjragalet” di Chiusa Pesio
Testo originale a cura di Chiara Bosonetto
Regia di Francesco “Cece” De Maria
Musiche originali: Gai Saber
Realizzazioni video: Elena Giordanengo ed Alex Rapa
Coreografie: Gymnika
Costumi: Laura Vitali, Rosetta e Marilena Bersezio, Sofia Tomatis, Polina Brysova
Luci ed Audio: Corrado Ribero
Partecipano: l’ottetto maschile Musicantum, l’associazione di Volontariato Madonna del Borgato, i il paese di Peveragno.
Testo dell’intro tratto da “un tempo più lontano della luna” del poeta Gino Giordanengo

DAL “CODICE CORVO”:
Proemio e breve sommario delle cronache della città di Cuneo e del Cuneese, ad onore di Dio e della Gloriosa e Intemerata Vergine Maria e di Tutta la Corte Celestiale, Opera del Nobile Messer Giovanni Corvo, figlio del fu Sebastiano, cittadino di Cuneo, possessore di questo libro. Lode , gloria e onore sia sempre al Signore nostro  per i secoli dei secoli. Amen.

Da diversi e antichi scritti ai quali sembra si debba dar credito è accertato che sotto il papato del romano Pontefice Callisto II, sotto il regno dell'Imperatore Enrico IV, nell'anno 1120, questi luoghi stavano, come è costume, sotto il dominio di alcuni nobili e cioè Peveragno, Villasco, Beinette, Forfice, Chiusa Pesio, Margarita , Morozzo, Boves, Fontanelle, Roccavione, Robilante, Roaschia, Borgo, Andonno, Valdieri, Entracque, Roccasparvera, Gaiola, Valloriate, Moiola, Demonte, Vignolo, Cervasca, Bernezzo, Valgrana, Monterosso, Caraglio, Caranta, San Benigno, Centallo.

Le genti di questi luoghi  erano oppressi dagli stessi nobili con una pesante tirannia.
Alcuni uomini dediti al pubblico interesse  e audaci, si radunarono nella Cappella di Santa Maria del Bosco specialmente perché odiavano soprusi, gabelle, prigioni e stupri.

E si ribellarono.

E’ questa una storia liberamente ispirata ai moti contadini che si svolsero nei paesi vicino a Cuneo nell’anno 1120, citati nel codice Corvo come movimento di ribellione popolare che diede origine alla città di Cuneo; il manoscritto cinquecentesco, opera dei cuneesi Messere Sebastiano Corvo e del figlio Francesco, riferisce infatti nelle sue prime pagine che i futuri fondatori della città  di Cuneo si ribellarono in particolare  all’odiosa pratica  dello “ius primae noctis” dei loro signori, distruggendo i castelli e i domicilii degli odiati tiranni. Nel timore del ritorno dei nobili proprietari delle terre, i ribelli decisero quindi di fuggire da Boves, Beinette, Chiusa Pesio,  Peveragno, Caraglio e da tutti i luoghi della sedizione, fondando una nuova città in un luogo scosceso, più sicuro e ben difendibile dopo la costruzione di solide mura.

E’ la leggenda della nascita del nostro capoluogo, della città triangolare cinta di mura e fondata da fuggiaschi popolani orgogliosi e mai sottomessi,  provenienti da quei piccoli paesi che ne furono l’anima e la splendida origine.
Una storia di ribellione contro i soprusi dei potenti,  in cui la morte giustiziera alla fine guiderà verso il  proprio destino finale i ricchi e i signori in una solenne danza macabra,  lasciando al popolo l’opportunità del futuro e della rinascita.  

L’associazione culturale Gai Saber, che, attraverso gli strumenti del teatro sociale, da anni opera nella realizzazione di eventi multimediali legati al patrimonio culturale, popolare ed artistico del basso Piemonte, propone oggi il suo nuovo lavoro liberamente ispirato alla storia riportata all’inizio del Codice Corvo. Come ormai di consueto, lo spettacolo utilizza ancora i differenti linguaggi artistici della recitazione. della musica suonata dal vivo, della danza e  delle videoproiezioni, ispirate al patrimonio artistico e paesaggistico locale, ed avvalendosi della collaborazione di associazioni locali peveragnesi con il contributo delle istituzioni e delle fondazioni presenti sul territorio.
Trattandosi di storia di luoghi intorno a Cuneo e dei suoi Comuni, con questo nuovo spettacolo inizia la collaborazione con le compagnie teatrali locali dei paesi vicini,  nella prospettiva di un grande progetto futuro che guardi allo sviluppo culturale e turistico non più di un solo paese, ma di un intero territorio ricco di valori e di storia.

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