NEWSITA OC ENG

SABATO 11 SETTEMBRE ORE 21,15

PEVERAGNO - CORTILE AMBROSINO

(in caso di pioggia: Confraternita - Via Giordana di Clans)

VIANDANTI, VIAGGIATORI E PELLEGRINI

sulla strada di Santiago de Compostela 

un percorso multimediale dalla Valle Stura ai Paesi Catari, dai Pirenei alla Galizia 

Letture scelte dal romanzo “Pellegrino a pedali” di Lele Viola, eseguite da Pietro Viggiano, Sofia Mirimin e Costanza Rapa

Musiche e videoproiezioni:   Gai Saber

Coreografie: Valentina Taricco

Danza: Barbara Brignone, Elena Brizio, Luisa Politano

 

Il 2010 è l’anno del Giubileo Compostelano; sono dichiarati infatti “Anno Santo Giacobeo”  gli anni in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo,  cade di domenica, evento che si verifica circa 14 volte nell’arco di un secolo.

Una ricorrenza che ci riporta quindi al viaggio in bicicletta di Lele Viola  verso Santiago ed al suo singolare ed atipico resoconto, quel “Pellegrino a pedali” scritto nell’anno 1999.

Definire peraltro “pellegrino a pedali” il resoconto di un viaggio alla ricerca di se stessi è certamente banale e riduttivo. Come il suo autore, uomo di multiformi interessi  ed affetti (ciclista, insegnante, musicista, apicoltore, e, non ultimo tassello, amante della montagna e dell’Occitania) è l’espressione di molteplici influenze: l’amore per il viaggio lento, naturale, non segnato dalle scadenze e dagli impegni, la curiosità di scoprire il pensiero e la profondità delle persone che si incontrano, l’amore per la bici e la tecnica ciclistica, la volontà di salvaguardare la natura,  la ricerca del proprio ritmo e della propria serenità.

L’elemento più intrigante del libro di Lele forse è proprio la mescolanza dei temi che lo caratterizzano: la fatica ed il pensiero, la  natura e e la sacralità dei luoghi, il movimento e la calma.  Un testo trasversale quindi, vario e ricco di stimoli; in una parola, moderno.

La musica dei Gai Saber, come lì'opera di Lele,  affonda  le proprie radici nella montagna occitana ma guarda altrove, viaggiando attraverso i territori bruciati dal sole della Francia del Sud e della Spagna, fino ai suoni della gaita galiziana e a Santiago di Compostela; non un punto di arrivo, ma solo una tappa, da cui ripartire ancora.

 

Lele Viola

Lele Viola, nato a Cuneo nel 1955, vive a Cervasca con Germana e i figli Francesco e Chiara. Insegna Estimo all'Istituto per Geometri di Cuneo. Negli ultimi venticinque anni ha suonato musica occitana, ha allevato pecore e capre, restaurato diverse case sparse per le valli, piantato un migliaio di alberi e fatto centomila chilometri in bicicletta. www.leleviola.it

Pietro Viggiano è allievo dell' accademia teatrale "G. Toselli" Ha studiato recitazione con gli insegnanti Chiara Giordanengo e Michele Viale fin dall'età di otto anni ( 1999 -2009). Nel 2005 ha inoltre collaborato con il gruppo teatrale la "Gramigna" nello spettacolo "I miserabili". Nel 2009 ha recitato con i Gai Saber nello spettacolo “tutti gli animali della terra adorano i signore”

Sofia Mirimin e Costanza Rapa hanno studiato teatro nell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo.

Valentina Taricco, ballerina e coreografa ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro, insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.

In passato ha danzato per la compagnia Kaidara di K.Genero e ha studiato a Parigi sia contemporanea che afro. Collabora attivamente con I Gai Saber dal 2009.

 

I Gai Saber sono:

Maurizia Giordanengo (organetto)

Chiara Bosonetto (voce)

Elena Giordanengo (arpa, tamburi e flauti provenzali, voce)

Lorenzo Arese (batteria)

Alessandro Rapa (chitarre acustiche , bodhran, voce,  campionamenti e programmazioni digitali)

Simone Lombardo (ghironda, flauti, cornamusa)  

 

 

 

“Di Macabrè la danza"

domenica 8 agosto - MACRA (CN) - Area esterna Chiesa di S. Salvatore - ore 21,00

domenica 11 luglio - LUSERNA S. GIOVANNI - Fr. S. Giovanni, P.za 17 Febbraio - ore 21.30

sabato 3 luglio - SCIOLZE (TO) - P.za Vittorio Veneto - ore 21,30


Viaggio multimediale fra i vizi e le virtù dell’uomo attraverso gli affreschi delle danze macabre e degli inferi nelle vallate alpin

con Francesco De Maria, Costanza ed Eugenia Rapa

Coreografie: Valentina Taricco

Danza: Elisabetta Prezia

Commento musicale e videoproiezioni: Gai Saber

Luci: Marco Albanese

Audio: Corrado Ribero

Segreteria di Produzione: Giulia Pellegrino

Regia: Gimmi Basilotta

I personaggi della danza macabra, i dannati e i salvati,  rappresentati nella cappella di S. Pietro a Macra ed in altre chiese delle valli occitane,  sono i protagonisti della processione dei morti, il cours della tradizione medioevale alpina, in cui tutte le persone di ogni classe sociale sono accomunate dal medesimo destino. E’ il momento in cui potente e contadino, guerriero e mercante, prostituta  e monaco diventano uguali, non più condizionati dai propri limiti e dai propri privilegi. In questo racconto multimediale emerge il significato più antico della danza macabra, non solo dogmatico “memento mori”, ma soprattutto momento di equità e giustizia per tutti gli uomini..

Lo spettacolo mescola e fa interagire vari strumenti di comunicazione; recitazione, danza, musica, immagini, pittura,  rappresentando l’evoluzione di un percorso di ricerca intrapreso dai Gai Saber fin dal 2007 in cui la tradizione popolare dialoga con la modernità dei nuovi linguaggi, sia in campo musicale, attraverso la contaminazione dei generi, sia attraverso la mescolanza e la contemporaneità espressiva delle differenti arti.

CONTENUTI E TEMATICHE

La Danza macabra è rappresentata in due affreschi delle valli, a Macra  e a Saluzzo.

I relativi cartigli rappresentati sono in parte in latino, in parte in francese ed occitano.

Il testo si ispira, oltre che agli affreschi sopra citati, a tre canzoni occitane tradizionali "Il ricco cattivo", "i tre orfanelli" e  "Gesù Cristo si veste da povero", nonché ai "Versi della morte" del poeta medievale di lingua d’oil  Hèlinant de Froidmont; altra fonte è la leggenda tradizionale medioevale dei “tre vivi e dei tre morti”, anch'essa oggetto di rappresentazioni pittoriche.

I contenuti artistici, linguistici e culturali del mondo medievale occitano che erano alla base di questi racconti e di queste rappresentazioni ben si sposano con l’attualità del tema della responsabilità morale dell'uomo rispetto alle sue azioni nella vita terrena, una sorta di richiamo etico cui anche oggi abbiamo certamente bisogno.

Collegandosi a leggende e racconti della cultura popolare occitana, della cultura celtica e araba nelle quali affonda le sue origini la musica trobadorica, vengono affrontati i temi sempre attuali della ricchezza e della povertà, del male e del bene, della vita e della morte, utilizzando i vari registri della comunicazione teatrale (dal drammatico al grottesco).

I PROTAGONISTI

Gimmi Basilotta

Autore, attore, regista, lavora professionalmente dal 1983 nella Compagnia " Il Melarancio ", di cui è Direttore Artistico

Allievo di Gisella Bein, Mimmo Cuticchio,  Jan Dvorak,  Bruno Leone, Giovanni Moretti,  David Syrotak e Peter Waschinschy, a tutt'oggi ha scritto e messo in scena, 43 spettacoli

Francesco De Maria, Marco Albanese e Giulia Pellegrino

Collaborano con Officina Residenza Multidisciplinare, un progetto di teatro e territorio che la Compagnia Il Melarancio coordina a Cuneo dal 2003 in convenzione con il Comune di Cuneo e la Regione Piemonte

I Gai Saber

Simone Lombardo (cornamusa, ghironda, flauti)

Maurizia Giordanengo (organetto)

Chiara Bosonetto (voce)

Elena Giordanengo (arpa, tamburi e flauti provenzali, voce)

Lorenzo Arese (batteria)

Alessandro Rapa (chitarre acustiche , bodhran, voce,  campionamenti e programmazioni digitali)

Per info e curriculum  www.gaisaber.it

Valentina Taricco ed Elisabetta Prezia

Ballerina e coreografa, ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro; insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.

Una delle migliori collaboratrici di Valentina è Elisabetta Prezia, da anni attiva negli stages di danza afro e contemporanea della Compagnia

 

 

Folkland for Emergency 2010

Domenica 16 maggio 2010, dalle ore 16,00 alle 24,00

h. 16: Bifólc h. 18: Filid h. 20: Paranza del Geco h. 22: Gai Saber

Maison Musique

Via Rosta 23 – Rivoli (TO)

Informazioni Gruppo Emergency di Torino: 338.8922094
www.emergency.2you.it

Otto ore di musica e danze

per raccogliere fondi dedicati all’ospedale “Tiziano Terzani” di Emergency

a Lashkar-gah in Afganistan.

Ingresso: 10 €.

L'intervento di Emergency in Afganistan ha avuto inizio nel 1999 con la "conversione" di un'ex caserma in un Centro chirurgico dedicato alle vittime di guerra ad Anabah, villaggio della valle del Panshir allora controllata dai mujaheddin del comandante Massud.
Con la fine dei combattimenti aperti tra mujaheddin e taliban, i criteri di ammissione al centro sono stati estesi alla chirurgia d'emergenza, alla traumatologia e alla chirurgia d'elezione. 
Nel 2003, con l'apertura delle unità di pediatria e di medicina interna, il Centro chirurgico per vittime di guerra è diventato l'ospedale generale di riferimento per gli abitanti dell'intera valle.Durante il conflitto tra taliban e mujaheddin, Emergency ha aperto un secondo Centro chirurgico a Kabul, allora governata dai taliban. Un ex asilo bombardato, nel centro della città, è diventato il nucleo dell'ospedale che ha avviato le attività cliniche nell'aprile 2001.
In seguito a un'incursione armata della polizia religiosa taliban, Emergency ha temporaneamente sospeso le attività sanitarie per riprenderle l'8 novembre 2001, durante la guerra intrapresa da Stati Uniti e Gran Bretagna.
Nel 2002, d'intesa con il ministero della Sanità locale, l'attività dell'ospedale - prima limitata ai casi di chirurgia di guerra - è stata estesa alle emergenze chirurgiche e traumatologiche. 
Nell'agosto del 2003 è stato aperto un Reparto di rianimazione e terapia intensiva dotato di 6 posti letto, con monitor, infusori e ventilatori.
Nell'agosto del 2005, a causa dell'aumento costante di pazienti con traumi cranici "chiusi", è stato installato un apparecchio per tomografie computerizzate, il solo disponibile gratuitamente in tutto l'Afganistan.
L'ospedale è diventato il più importante centro di chirurgia di guerra e di traumatologia del paese.Nel settembre del 2004 Emergency ha aperto un terzo ospedale a Lashkar-gah, capoluogo della provincia meridionale di Helmand.
Il Centro, dedicato al giornalista e uomo di pace Tiziano Terzani, garantisce assistenza chirurgica di alta qualità alla popolazione di un'area molto vasta, dove non esistono strutture sanitarie gratuite.
Il Centro è stato chiuso lo scorso aprile in seguito a un'incursione armata da parte di militari presenti nell'area e al fermo ingiustificato di membri dello staff nazionale e internazionale di Emergency. Lo staff è stato rilasciato in quanto innocente; Emergency sta ora lavorando per la riapertura dell'ospedale.


 

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DOMENICA 21 MARZO ORE 19

JAZZ CLUB
VIA S. CROCE 16 CUNEO

VIANDANTI, VIAGGIATORI E PELLEGRINI
sulla strada di Santiago de Compostela

un percorso multimediale dalla Valle Stura ai Paesi Catari, dai Pirenei alla Galizia

Letture scelte dal romanzo “Pellegrino a pedali” di Lele Viola, eseguite da Pietro Viggiano, Sofia Mirimin e Costanza Rapa

Musiche e videoproiezioni  Gai Saber

Danza e coreografie di  di Valentina Taricco

Ospite: Simone Lombardo

 

Il 2010 è l’anno del Giubileo Compostelano; sono dichiarati infatti “Anno Santo Giacobeo”  gli anni in cui il 25 luglio, festa di San Giacomo,  cade di domenica, evento che si verifica circa 14 volte nell’arco di un secolo.
Una ricorrenza che ci riporta quindi al viaggio in bicicletta di Lele Viola  verso Santiago ed al suo singolare ed atipico resoconto, quel “Pellegrino a pedali” scritto nel anno 1999, ormai secolo trascorso.

Definire peraltro “pellegrino a pedali” il resoconto di un viaggio alla ricerca di se stessi è certamente banale e riduttivo. Come il suo autore, uomo di multiforme interessi  ed affetti (ciclista, insegnante, musicista, apicoltore, e non ultimo tassello, amante della montagna e dell’Occitania) è l’espressione di molteplici influenze: l’amore per il viaggio lento, naturale, non segnato dalle scadenze e dagli impegni, la curiosità di scoprire il pensiero e la profondità delle persone che si incontrano, l’amore per la bici e la tecnica ciclistica, la volontà di salvaguardare la natura,  la ricerca del proprio ritmo e della propria serenità.
L’elemento più intrigante del libro di Lele forse è proprio la mescolanza dei temi che lo caratterizzano: la fatica ed il pensiero, la  natura e e la sacralità dei luoghi, il movimento e la calma.  Un testo trasversale quindi, vario e ricco di stimoli; in una parola, moderno.

Lele Viola incontra nella giornata della cultura cuneese i Gai Saber, con la loro musica che, come l’opera di Lele,  affonda  le proprie radici nella montagna occitana ma guarda altrove, viaggiando attraverso i territori bruciati dal sole della Francia del Sud e della Spagna, fino ai suoni della gaita galiziana e a Santiago di Compostela; non un punto di arrivo, ma solo una tappa, da cui ripartire ancora.

Lele Viola
Lele Viola, nato a Cuneo nel 1955, vive a Cervasca con Germana e i figli Francesco e Chiara. Insegna Estimo all'Istituto per Geometri di Cuneo. Negli ultimi venticinque anni ha suonato musica occitana, ha allevato pecore e capre, restaurato diverse case sparse per le valli, piantato un migliaio di alberi e fatto centomila chilometri in bicicletta. www.leleviola.it

Pietro Viggiano è allievo dell' accademia teatrale "G. Toselli" Ha studiato recitazione con gli insegnanti Chiara Giordanengo e Michele Viale fin dall'età di otto anni ( 1999 -2009). Nel 2005 ha inoltre collaborato con il gruppo teatrale la "Gramigna" nello spettacolo "I miserabili". Nel 2009 ha recitato con i Gai Saber nello spettacolo “tutti gli animali della terra adorano i signore”
Sofia Mirimin e Costanza Rapa hanno studiato teatro nell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo.

Valentina Taricco, ballerina e coreografa ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro, insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.
In passato ha danzato per la compagnia Kaidara di K.Genero e ha studiato a Parigi sia contemporanea che afro. Collabora attivamente con I Gai Saber dal 2009.

Simone Lombardo è polistrumentista  leader de “La Ramà”, con cui ha prodotto nel 2007 lo splendido “L’encharma” (L’incantesimo) Opera da anni nell’ambito della musica occitana ed ha all’attivo numerosissime partecipazioni in vari gruppi di musica tradizionale e non (Lo Truc, Traffic Light Orchestra, Gai Saber).   

 

IN PREPARAZIONE!!!

“Finirete tutti all’inferno”


Viaggio multimediale fra i vizi e le virtù dell’uomo attraverso gli affreschi delle danze macabre e degli inferi nelle vallate alpine


I protagonisti  della danze macabre e dei gironi infernali, rappresentati negli affreschi  gotici delle cappelle delle valli occitane  e del territorio  cuneese e torinese, prendono vita attraverso gli attori, i musici e le danzatrici sulla scena; i diavoli e gli scheletri conducono all’inferno i tipi umani della società medioevale.
Il potente ed il contadino, il guerriero ed il mercante, la prostituta  ed il monaco raccontano, tra il tragico, il grottesco ed il comico, le storie, le aspirazioni, le miserie e le paure degli uomini della società  del loro tempo, evidenziando le analogie con idee, sensibilità e mentalità dell’uomo moderno che nasce dal pensiero medioevale.

 

NUOVO SPETTACOLO 2009

NOVÉS OCCITANS CON I GAI SABER 

TUTTI GLI ANIMALI DELLA TERRA LODANO IL SIGNORE – TOTAS LAS BESTIAS DE LA TÈRRA ADORON L’ENFANT

Totas las bestias de la tèrra adoron l’enfant

Tutti gli animali della terra adorano il Signore

(Nové occitano) 

Con i Gai Saber e la compagnia di Danza contemporanea di Valentina Taricco

Recita il testo teatrale Pietro Viggiano

Con la partecipazione dei giovani allievi dell’Accademia Teatrale Toselli  

Ospite: Simone Lombardo

In occasione delle festività natalizie del 2009, l’Associazione Culturale Gai Saber con la collaborazione dell’attore Pietro Viaggiano, dell’Accademia teatrale Toselli, del gruppo di danza contemporanea di Valentina Tarocco e del polistrumentista Simone Lombardo de “La Ramà”, propone, in alcune delle più belle chiese della provincia di Cuneo, la rappresentazione del Nové occitano “Tutti gli animali della terra lodano il Signore”. Questo Nové fa parte della raccolta Trésor des Noëls provençaux ed è uno dei più antichi scritto da Nicolas Saboly (1614-1675), priore di importanti chiese fra Avignone e Carpentras. Il maestro Saboly accompagnava con l’organo, mentre i Novés venivano rappresentati, cantati  e suonati con strumenti tradizionali.

Il “Nové degli animali” interessa soprattutto per il testo ed i suoi riferimenti alla tradizione biblica (Isaia) e ai Vangeli apocrifi, oltre che alla cultura popolare. Di facile comunicazione, ma tutt’altro che banale, propone un messaggio di pace e fratellanza fra tutti gli esseri viventi, riprendendo l’aspirazione ideale della concordia omnium (concordia universale), era di assoluta pace e armonia in tutto il creato rinnovato dalla venuta del Messia.

Il Nové sarà recitato da Pietro Viggiano e da giovani allievi dell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo; l’azione sarà accompagnata dalla musica eseguita dal vivo dai Gai Saber e commentata dalle immagini video e dalla rappresentazione scenica del gruppo di danza contemporanea di Valentina Taricco.

I Novés occitani e la rappresentazione multimediale dei Gai Saber 

La canzone popolare ancora oggi affascina, e rapisce chi vuole lasciarsi trasportare nel mondo delle passioni e degli eventi che dai tempi antichi hanno saputo toccare il cuore dell’uomo.

I Novés Occitani, canti natalizi tradizionali che venivano eseguiti e rappresentati soprattutto in Provenza nel periodo natalizio, ma dei quali abbiamo importanti testimonianze anche nel territorio occitano d’Italia,   da sempre fanno rivivere il mistero della nascita e dell’infanzia di Gesù, anche attraverso i racconti affascinanti e magici dei Vangeli apocrifi. Pur se non sempre l’immaginazione dei racconti apocrifi si accorda  con la rigorosità dei Vangeli canonici, nelle canzoni popolari, drammatizzate fin dal Medioevo nelle veglie popolari per il Natale, si ritrova una profonda fede nella Provvidenza divina, che protegge i poveri e consola i piccoli; un messaggio di fiducia, aiuto e simpatia per gli umili e gli oppressi, messaggio di cui la società attuale, travagliata da crisi e conflitti, sembra avere sempre più bisogno.

Ad  alcuni di questi racconti, che trovano suggestive raffigurazioni anche nelle chiese delle nostre vallate, hanno fatto riferimento i Gai Saber nell’elaborazione di testi e musiche che hanno prodotto gli spettacoli natalizi degli ultimi tre anni (“Il miracolo del grano”, “il miracolo della palma ed il recente “Tutti gli animali della terra adorano il Signore”)

I Novès occitani vengono così narrati e drammatizzati da attori professionisti; l’azione è intervallata dalla musica eseguita dal vivo dai Gai Saber e viene commentata dalle immagini video con un sistema di retroproiezione.

Nel 2007 i Gai Saber hanno iniziato questo percorso di ricerca al contempo musicale, visiva e teatrale, accostando la musica tradizionale alle rappresentazioni pittoriche presente sul territorio: in tal modo “il miracolo del grano”, meravigliosamente rappresentato nelle chiese di S. Fiorenzo di Bastia e di Elva ha fatto da scenario al Nové occitano che racconta il miracolo della crescita rigogliosa del grano quale ricompensa del contadino che aveva dato protezione alla Sacra Famiglia inseguita dai soldati di Erode. Così gli splendidi affreschi del “miracolo della palma” della Pieve di Beinette ed ancora di San Fiorenzo di Bastia hanno accompagnato il racconto e la musica dell’omonima tradizione occitana.

Lo spettacolo, ogni anno ispirato a nuovi Novés è stato rappresentato con successo in occasione delle festività natalizie a Chiomonte, Bardonecchia, Cuneo, Peveragno, Celle Macra.

Gli Spettacoli del 2009

Giovedì 24 dicembre Peveragno – Natale in contrada – Ore 21 – Chiesa della Confraternita di S. Pietro in Vincoli

Sabato 26 dicembre – Cuneo – Il gioco della stella – ore 17 – Chiesa dell'Annunziata

Sabato 26 dicembre – Peveragno – Natale in Contrada – ore 21 – Confraternita di S. Pietro in Vincoli

Domenica 27 dicembre – Celle Macra – ore 15,30 Chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista

Martedì 29 dicembre – Oulx (TO), fr. Savoulx – ore 21 – Chiesa Parrocchiale di S. Gregorio Magno

Mercoledì 30 dicembre – S. Anna di Valdieri – ore 21 -  Chiesa parrocchiale  di S. Anna

Domenica 10 gennaio – Lusernetta (TO) – ore 17 -  Chiesa di S. Antonio Abate

Le Sedi

Peveragno – Via Giordana di Clans - Le caratteristiche tardo-barocche della settecentesca chiesa della Confraternita (la Crusà per i Peveragnesi) sono messe in evidenza dall´impianto a croce greca coperto sul vano centrale (destinato alla popolazione) con una cupola ellissoide ribassata poggiante su otto colonne; l’ amplissimo coro, di forma ellittica, era destinato ai confratelli. Completano internamente l´insieme due ariose cappelle laterali ed un vano ingresso appropriato, in cui fu poi allogata l´orchestra, con ottimo organo, poggiante su colonne. http://www.comune.peveragno.cn.it/fr_ch_crusa.php?lg=en

Celle Macra – Borgata Chiesa - La Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista è costruzione del ´700 con campanile romanico, preesistente, navata unica con ampio presbiterio e due cappelle laterali. Ospita il famoso Polittico di Hans Clemer del 1496, cinque tavole lignee raffiguranti la Madonna in trono con il Bambino a destra San Giovanni Evangelista e San Paolo e a sinistra San Pietro e San Giovanni Battista che presenta il committente in preghiera http://www.comune.celledimacra.cn.it/da_vedere.php

Oulx -  Fr. Savoulx - la chiesa parrocchiale di San Gregorio Magno, del 1451, domina il paese con il suo campanile slanciato nello stile tipico del Delfinato. http://www.comune.oulx.to.it/frazio_patois2.htm#11

S. Anna di Valdieri - Fraz. S. Anna 86 -  La piccola Chiesa Parrocchiale, a una navata, nella sua veste attuale risale al 1819, ed è decorata all'interno con le figure dei beati di Savoia Bonifacio ed Amedeo IX.  http://www.comune.valdieri.cn.it/ParrocchiePagina.asp?ID=11

Lusernetta - La chiesa di S. Antonio Abate, di linee semplici e armoniose, è di stile barocco con pianta a croce greca e con cupola centrale semisferica. Pregevole la tela raffigurante l’Assunta circondata dal patrono della chiesa S. Antonio Abate, da S. Bernardino e S. Rocco, patroni di due cappelle omonime che si trovano nell’ambito del territorio parrocchiale. http://www.comune.lusernetta.to.it/cosa_vedere.asp

I protagonisti

Pietro Viggiano è allievo dell' accademia teatrale "G. Toselli" Ha studiato recitazione con gli insegnanti Chiara Giordanengo e Michele Viale fin dall'età di otto anni ( 1999 -2009). Nel 2005 ha inoltre collaborato con il gruppo teatrale la "Gramigna" nello spettacolo "I miserabili".

Valentina Taricco, ballerina e coreografa ha portato avanti lo studio sia della danza contemporanea che dell'afro, insegna entrambe le tecniche ( Cuneo "New Olimpic", Borgo "Stile Libero"). Come danzatrice lavora per la compagnia "Sowilo" di S. Brunelli, saltuariamente per M.C.Fontanelle e collabora con il duo "Running Woman Idea"; recentemente ha seguito come assistente le coreografie del film "Tutta colpa di Giuda" di D. Ferrario.

In passato ha danzato per la compagnia Kaidara di K.Genero e ha studiato a Parigi sia contemporanea che afro.

Gli allievi dell’ Accademia Toselli che partecipano allo spettacolo sono Costanza Rapa e Andrea Desideri.

Simone Lombardo è polistrumentista  leader de “La Ramà”, con cui ha prodotto nel 2007 lo splendido “L’encharma” (L’incantesimo) Opera da anni nell’ambito della musica occitana ed ha all’attivo numerosissime partecipazioni in vari gruppi di musica tradizionale e non (Lo Truc, Traffic Light Orchestra).   

I Gai Saber sono:

Maurizio Giraudo (cornamusa, ghironda, flauti, voce),

Maurizia Giordanengo (organetto)

Chiara Bosonetto (voce)

Elena Giordanengo (arpa, tamburi e flauti provenzali, voce)

Paolo Brizio (organetto e percussioni)

Gianpaolo Giacobbe (batteria)

Alessandro Rapa (chitarre acustiche , bodhran, voce,  campionamenti e programmazioni digitali)

 

 

 

INNAMÒRATI DELLA CULTURA, INNAMÒRATI DI CUNEO

Il 14 febbraio 2009 a Cuneo e a Torino gruppi musicali, teatrali, associazioni culturali daranno vita ad una giornata di manifestazioni e spettacoli dal titolo “innamoràti della cultura” in favore della cultura stessa e contro i tagli finanziari previsti nel settore. In questa occasione i Gai Saber ed il Teatro della Gramigna proporranno, presso la chiesa dell’Annunziata a Cuneo, alle ore 17, le testimonianze di autori cuneesi e non sul tema di fare cultura ed in particolare delle esperienze culturali legate alla città di Cuneo ed al suo territorio. In questa performance teatrale-musicale la lettura dei testi si alternerà e mescolerà con musiche eseguite dal vivo e video-proiezioni. Intento dello spettacolo, oltre che testimoniare la difesa della cultura da parte di autori di ieri e di oggi, è rendere evidente l’originalità della rappresentazione culturale quando questa si manifesta attraverso la mescolanza dei linguaggi espressivi.

 

Documento della manifestazione

Un quartiere fatto di case e qualche servizio essenziale (scuola, uffici anagrafici), si chiama "quartiere dormitorio". Ciò che trasforma un luogo in cui "si dorme" in un luogo in cui "si vive" è la condivisione di un patrimonio culturale: questo hanno capito tutte le civiltà, dagli antichi greci ad oggi. In questo periodo di grandi difficoltà finanziarie la cultura sembra un bene superfluo, ma difendere la cultura significa difendere la nostra identità e riconoscere la nostra storia come esseri umani. Tutte le società, in tutti i tempi, hanno avuto bisogno di luoghi, di idee, di rappresentazioni artistiche che li rendessero cittadini consapevoli di appartenere ad una comunità. Mantenere viva la cultura in tempo di crisi è il segno di una società che non si arrende all'abbrutimento, che coltiva il legame tra i cittadini, che offre a tutti strumenti per comprendere il presente e progettare il futuro. In secondo luogo la cultura significa posti di lavoro. Dietro una mostra, uno spettacolo, un museo, un convegno o una pubblicazione non ci sono soltanto artisti o intellettuali più o meno noti: ci sono organizzatori, maschere, addetti alle pulizie e alle biglietterie, attrezzisti, bibliotecari, ricercatori, e molte altre figure professionali. "Tagliare sulla cultura" significa anche "tagliare" posti di lavoro. In terzo luogo la cultura costa poco, neanche l'1% del bilancio nazionale e di quelli locali. Per questo abbiamo pensato di dedicare una giornata, il 14 febbraio, a mettere in luce il nostro lavoro per farne conoscere la quantità e la qualità: fondazioni, associazioni, cinema, gallerie, musei, biblioteche, teatri, orchestre per tutta la giornata saranno aperte e attive con un ampio programma di manifestazioni. Vi invitiamo a partecipare alla giornata testimoniando con la vostra presenza e con una vostra firma nei punti di raccolta, che la cultura è un pezzo importante della vostra esistenza, così come la salute, la scuola e gli altri servizi che regolano la vita delle nostre città. Senza il nostro libro preferito, senza il film che ci ha fatto piangere, senza la canzone che ci ha fatto innamorare saremmo tutti un po' più tristi e un po' più soli.

 

 

NATALE 2008

IL MIRACOLO DELLA PALMA - LOU PREMIER MIRACLE

Ideazione e testo di  Chiara Bosonetto

Regia di Luca Occelli e Gai Saber

Musica e videoproiezioni dei Gai Saber

 

Recita il testo teatrale Luca Occelli

con i piccoli attori della scuola di strumenti tradizionali di Peveragno

 

 

Il miracolo della palma/ Lou premier miracle

 

“ Sorelle dei fiori di montagna, come quelle hanno dei colori accesi, un sapore un po’ amaro, un profumo un po’ selvaggio che non si addice ai raffinati, ma piace ai forti”

(Chants populaires de Provence, 1892, recuillis et annotés par Damasc Arbaud)

Ecco perché la canzone popolare ancora oggi affascina, e rapisce chi vuole lasciarsi trasportare nel mondo delle passioni e degli eventi che dai tempi antichi hanno saputo toccare il cuore dell’uomo.

Il Nouvé provenzale (Lou premier miracle”, ovvero “il miracolo della palma” tratto dai vangeli apocrifi, ispira quest’anno la proposta natalizia dei Gai Saber.

La voce calda e drammatica di Luca Uccelli, attore da anni affermato in varie performance di impiego culturale e civile, narrerà la leggenda della palma miracolosa che piegò i suoi rami carichi di frutti per sfamare la vergine Maria in viaggio verso Betlemme, inchinandosi alla grandezza del Signore, ancora nel grembo della madre. La musica dal vivo dei Gai Saber e le voci degli allievi dei corsi di strumenti tradizionali di Peveragno dialogheranno con il narratore  in un’atmosfera toccante e suggestiva .

Anche se non sempre l’immaginazione dei racconti apocrifi si accorda  con la rigorosità dei Vangeli canonici, in questa canzone popolare, drammatizzata fin dal Medioevo nelle veglie popolari per il Natale, si ritrova una profonda fede nella Provvidenza divina, che protegge i poveri e consola i piccoli; un messaggio di fiducia, aiuto e simpatia per gli umili e gli oppressi, messaggio di cui la società attuale, travagliata da crisi e conflitti, sembra avere sempre più bisogno. Le immagini delle videoproiezioni e la musica porteranno lo spettatore in un viaggio virtuale fra modernità e passato, cogliendo le radici della musica occitana insieme alle figure pittoriche ispirate ai Nouvé provenzali ed alle immagini della vita di oggi.

 

 

 

SANT JUSEP EMBE MARIA: IL MIRACOLO DELLA BONTA' DEL NATALE - NOVÉS OCCITANS CON I GAI SABER

 

PEVERAGNO – Natale in contrada –  Chiesa della Confraternita – 24 e 26 dicembre ore 21

“Natale in Contrada” è , ormai un appuntamento consolidato e quanto mai vivo nella tradizione natalizia peveragnese. Antichi mestieri, canti di natale e sacre rappresentazioni. La festa del Natale in uno dei più bei centri storici della provincia

 

CUNEO – Il Gioco della Stella   – Chiesa del Sacro Cuore – 26 dicembre ore 16

"Il Gioco della Stella" era , presumibilmente, una manifestazione sacra e popolare,  che nel Natale cuneese del lontano 1426 fu rappresentata nel  capoluogo. Come già lo scorso, anno, la manifestazione, curata dalla Compagnia del Melarancio, reintepreta questo momento riprendendone la natura conviviale e  comunitaria, con l'intento, nel 2007,  di estendere i numerosi momenti di rappresentazione e di incontro oltre il centro storico cuneese. Musica e teatro per tutta la città.

 

CELLE MACRA –  Borgata Chiesa – Chiesa parrocchiale S. Giovanni Battista  -  29 dicembre ore 16,30

Una delle più belle chiese delle valli occitane ed uno dei paesi occitani più belli. La splendida  musica tradizionale occitana natalizia eseguita all’interno della chiesa che ospita il famoso polittico del “Maestro d’Elva” Hans Clemer

 

SANT JUSEP EMBE MARIA: IL MIRACOLO DELLA BONTA' DEL NATALE - NOVÉS OCCITANS CON I GAI SABER

PEVERAGNO – Natale in contrada – 24 e 26 dicembre
CHIESA DI CELLE MACRA – 29 dicembre 2007

I Novés in occitano da sempre fanno rivivere il mistero della nascita e dell’infanzia di Gesù, anche attraverso i racconti affascinanti e magici dei Vangeli apocrifi. Proprio ad uno di questi racconti, il “miracolo del grano”, che trova nella chiesa di S. Fiorenzo di Bastia una suggestiva raffigurazione, si ispira l’azione drammatica nata dalla collaborazione fra i Gai Saber, i piccoli allievi dei corsi di strumenti tradizionali di Peveragno e “Tratti di Teatro”. Già proposto nel 2006 sotto la sapiente regia di Chiara Giordanengo dell’Accademia teatrale Toselli di Cuneo, la rappresentazione di quest’anno si basa sul testo di Chiara Bosonetto dei Gai Saber e sul coordinamento della stessa e di Andrea Giuso, insegnante ed operatore culturale fondatore della compagnia teatrale peveragnese  “Tratti di teatro”.
I giovani attori narreranno la fuga della Sacra Famiglia dalla violenza di re Erode: una vedova nella sua umile casa ed un semplice seminatore col suo ampio mantello doneranno la salvezza al bambino Gesù. E saranno premiati con generosità da Maria: la prosperità entrerà nella casa della vedova e uno straordinario raccolto riempirà il granaio del seminatore.

Nella sua nuova veste del Natale 2007 lo spettacolo “Sant Jusep embe Maria” diventa multimediale: proiezioni insieme a parole ed azioni, ovviamente con le dolci melodie  dei Novés tradizionali eseguiti dai Gai Saber. L’appuntamento è per il 24 e il 26 dicembre in occasione del Natale in Contrada alla Confraternita di Peveragno ed 29 dicembre presso la chiesa di Celle Macra. Per non dimenticare il miracolo del Natale.

La vierge – La vergine
La musica tradizionale occitana è ricchissima di canti natalizi. In questo Nové del XVI secolo la Natività è descritta con grande semplicità: il freddo e la povertà accompagnano la nascita di Gesù, e sono gli uomini semplici che lo accolgono nel mondo.

La Vierge (Nové)                                            La Vergine (Noël)
                                  

La vierge s’es acouchado                              La Vergine ha partorito
Eici dins un paure lioc,                                  qui in un luogo misero
Es quasi touto gelado                                     è quasi tutta gelata
Sèns flassado, sènso fioc.                              Senza fasce, senza fuoco

S’anan vèire Jèsus-Crist,                                Andiamo a vedere Gesù Cristo
Que trambloto dins l’estable                          che trema nella stalla
S’anan vèire Jèsus-Crist,                                Andiamo a vedere Gesù Cristo
Nous dounara paradis.                                   Otterremo il Paradiso

Or, sus, Claude, moun bon fraire                   Sù, Claudio, fratello mio,
Nous ié fau tóutis ana,                                   occorre che ci andiamo tutti
Fau prega Diéu e sa maire,                           bisogna pregare Dio e sua madre
Puis la fau felicita.                                         E felicitarci con lei

Fau veni, ma maire, vite,                               Su madre mia, bisogna andare, presto,
Thoumas, nostre bon vesin                            Tommaso, nostro buon vicino,
Amai compaire Dorite,                                   e anche il compagno Dorite
E Marfau, nostre bon chin                              e Morfau, nostro bravo cane

Jèsus n’a qu’un pau de palho                        Gesù ha solo un po’ di paglia
Pèr teni sous soun cabès;                              per sorreggere il proprio capo
Estrai uno bono toalho                                   tira fuori una bella tovaglia
Pèr li faire de drapes.                                    Per fargli delle lenzuola

 

 

I GAI SABER E LA BANDIERA OCCITANA

 

In merito all’articolo pubblicato sul sito “Cuneocronaca” in data 01-10-07 dal titolo "Perché consideriamo quella bandiera esposta a Peveragno come estranea al territorio" a firma di alcuni componenti della Consulta provenzale, ( http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=4246&typenews=primapagina ) nonché in relazione alle osservazioni della Consulta provenzale riportate da varie testate giornalistiche on-line, esprimiamo il nostro parere in qualità di Associazione culturale peveragnese operante da ben 15 anni sul territorio.

La bandiera occitana ha le sue origini medievali storiche fra Tolosa e la Provenza, ha rappresentato movimenti politici ormai defunti o prossimi alla sparizione, e, .trattandosi di un simbolo riconosciuto dalle genti cis e transalpine di ceppo linguistico d’òc, viene certamente ancora oggi assunta a rappresentanza di alcune regioni della Francia del sud, il citato Midi Pyrenées, ma anche il Languedoc Roussillon. Si tratta quindi di un emblema in cui coloro che parlano occitano si riconobbero in passato, e si riconoscono ancora oggi, seppur non necessariamente con lo stesso bagaglio di significati simbolici.. Né è prova la “marcia dei 20.000” a Beziers il 17 di marzo del corrente anno, dove la bandiera occitana, sventolata da tutti i partecipanti, dai Pirenei alla nostre Vallate, rappresentava non un partito politico ma una volontà, un’istanza semplice, pacifica e legittima: la possibilità dell’ insegnamento dell’occitano  nel sistema pubblico scolastico di Francia, laddove, ahinoi, una legge che tuteli la minoranze linguistiche ancora non esiste. Tantissimi gli Occitani delle nostre vallate che parteciparono, noi Gai Saber eravamo fra quelli.

 

Ci dicono che dagli anni sessanta in poi, quindi dal risveglio culturale e identitario della nostra piccola Occitania d’Italia, la croce e la stella in campo rosso sono diventate il nostro simbolo. Bene, ne abbiamo un forte bisogno, perché rappresentano la nostra volontà di identità, di stima, di prospettiva per il futuro. I riferimenti ai movimenti e ai partiti politici di un tempo sono obsoleti e privi di significato per noi che qui scriviamo, dato che  non vivemmo quella stagione politica. Ciò che conta è cosa significhi a bandiera occitana OGGI: un simbolo di identità forte per chi crede ancora in uno sviluppo sostenibile della montagna, in un futuro per i nostri figli nel nostro territorio e non altrove da stranieri, un simbolo del nostro orgoglio territoriale e linguistico. Non crediamo che sia importante disquisire sul significato passato della bandiera, ma sul futuro della nostra terra, che la bandiera deve rappresentare. Una battaglia titanica, che impegnerà tutti gli occitani di buona volontà che credono e vogliono in uno sviluppo possibile di queste terre; starà a noi valorizzare le nostre possibilità, in questo momento economico difficile,  soprattutto per la carenza di prospettive che grava sul futuro dei nostri figli. La bandiera occitana è quindi salvaguardia dell’identità e della lingua, ma non solo questo:  è prospettiva economica per la nostra terra, è sviluppo sostenibile,  rispetto del nostro ambiente, è salvaguardia del territorio, è il simbolo dell’Occitania di domani dei nostri figli, che potranno vivere con orgoglio nella loro terra se questa saprà sopravvivere valorizzando le sue risorse.

La bandiera occitana è una speranza per il futuro, non un simbolo del passato. 

08-10-07

Associazione Culturale Gai Saber

 

 

Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia-Comune di Mortegliano-Circolo Culturale Il Cantiere-Informazione Friulana

 

 

MORTEGLIANO (UD) VENERDI’ 12 OTTOBRE 2007

VILLA DI VARMO (BIBLIOTECA CIVICA)

I Gai Saber partecipano al Convegno su: Identità linguistiche, produzione musicale e promozione del territorio.

 

 

Una delle manifestazioni della vitalità culturale di molte realtà europee, caratterizzate dall’uso di lingue diverse da quelle maggioritarie, è rappresentata dalla produzione musicale nelle lingue di minoranza e dai riferimenti alle specifiche tradizioni culturali. E’ questo il caso, tra gli altri, dei Paesi Baschi, di Galles, Bretagna, Corsica e Sardegna. Questa caratteristica è ben presente anche in Friuli, dove esiste da almeno un paio di decenni (ma si può risalire sino agli anni Settanta e ancor prima) una vivace scena musicale legata alle lingue (friulano ma anche sloveno e tedesco) e alle diverse declinazioni sonore del territorio. E’ interessante soffermarsi su questo fenomeno da più punti di vista. Per un verso rappresenta una forma di resistenza culturale da parte di comunità che sul piano linguistico, sociale ed economico sono state (e/o continuano ad esserlo) minorizzate. D’altro canto i riferimenti a specifici background musicali e l’utilizzo della lingua propria conferiscono alle proposte musicali un carattere di originalità e di innovazione. Inoltre questo tipo di produzioni – dischi, videoclip, ma anche specifici eventi musicali – possono contribuire a promuovere l’immagine del territorio sia all’interno – nei termini di riscoperta o rinnovamento dell’identità  sia all’esterno, nel senso di far scoprire, conoscere ed apprezzare una comunità territoriale, etnica, linguistica con le sue peculiarità non solo culturali ma anche ambientali, socioeconomiche, enogastronomiche etc.

Le dimensioni entro le quali queste interazioni si sviluppano sono molteplici: la specificità linguistica come valore aggiunto per la produzione e la promozione e organizzazione di eventi e iniziative e come elemento di promozione del territorio in una dimensione europea.

Nel convegno si approfondirà la situazione locale, anche confrontandola con alcune esperienze sviluppate in Italia e in Europa, con la finalità di promuovere l’uso delle lingue minoritarie in questo settore ma anche di diffondere la conoscenza di iniziative ed attività locali presso altre minoranze linguistiche.

http://www.cormorsalvadi.org/images/Convegno_Cormor.pdf

 

 

I Gai Saber il 30 settembre 2007 a Roma partecipano alla giornata di spettacolo per la salvaguardia dei beni intangibili tutelati dall’UNESCO

 

 

Per celebrare la ratifica della Convenzione UNESCO sulla Protezione e Promozione delle espressioni della diversità culturale ed in occasione dell’imminente ratifica della Convenzione UNESCO per la Salvaguardia del Beni Culturali Intangibili,  il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha organizzato, insieme all’Unione Province Italiane (UPI) , una giornata di incontro e di spettacolo, che si svolgerà il 30 settembre a Roma, presso i Fori Imperiali. I Gai Saber terranno un concerto nell’occasione, come rappresentanti del mondo musicale e culturale d’òc, a fianco di altre espressioni culturali  delle più svariate regioni d’Italia.

 

Le due convenzioni tutelano il patrimonio etnoantropologico italiano e mondiale.  Una volta approvata la convenzione gli uffici dell'Unesco stileranno la lista dei beni immateriali, feste, tradizioni, musiche, espressioni linguistiche e culturali da dichiarare patrimonio dell'umanità, come il Canto a Tenores, il teatro dei Pupi siciliani, la taranta pugliese; certamente non potrà essere tralasciato il patrimonio musicale linguistico e culturale occitano, che i Gai Saber (solo una fra le numerose espressioni artistiche del variegato mondo occitano), con la propria attività datante  ormai da quindici anni, cercano di sviluppare sul piano musicale e linguistico, con una particolare  attenzione alla multimedialità ed alla commistione con le nuove tecnologie.

 

La particolare importanza dell’evento sta nell’attenzione ai patrimoni culturali locali, ma con una tutela  finalmente su scala mondiale. Sono infatti circa 30 i Paesi che hanno ratificato la convenzioni sui Beni Immateriali, e molti quelli che già definiscono “beni culturall” le tradizioni popolari

 

Sono quindi le tradizioni popolari, i riti, le feste, la musica e le canzoni, le rappresentazioni rituali in lingue e dialetti che tendono lentamente a sparire nell’oblio, quel patrimonio “intangibile” che finalmente sarà tutelato come patrimonio dell’umanità.

 

Con la ratifica delle due convenzioni Unesco, una sulla Diversità Culturale, l'altra sui Beni Intangibili, i  tesori che si tramandano con la voce, la memoria, il canto, la musica, e le espressioni linguistiche e culturali “deboli”, poichè minoritarie,  troveranno una difesa ed una tutela che sarà garanzia della loro sopravvivenza, vitalità e possibilità di nuovi sviluppi espressivi.

 

 

IL 15 SETTEMBRE IL COMUNE DI PEVERAGNO ESPONE

LA BANDIERA OCCITANA

 

A seguito dell’adesione del Comune di Peveragno (uno dei ben oltre sessanta comuni aderenti)  alla proposta di legge regionale volta a legalizzare l'esposizione sugli edifici pubblici delle bandiere delle minoranze linguistiche riconosciute ai sensi della legge 482 del 1999, il 15 settembre alle ore 19 si terrà presso i locali del Comune la cerimonia di esposizione della bandiera occitana che affiancherà le già presenti tricolore, la bandiera europea e quella della regione Piemonte
Numerosi e significativi gli interventi delle autorità: Bruna Sibille assessore alla montagna della Regione Piemonte, Lido Riba presidente dell Uncem Piemonte, Stefano Dho presidente della Comunità Montana Bisalta, Giacomo Lombardo sindaco di Ostana; al termine degli interventi, l’esposizione della bandiera e l’esecuzione dell’inno occitano “Se chanta” con il gruppo peveragnese Gai Saber, da anni promotore della cultura occitana nel proprio paese di appartenenza, in Italia ed all’estero Dopo il momento celebrativo, verrà il momento della festa. Lo stesso gruppo Gai Saber terrà il suo nuovo spettacolo (fatto di musica, danza e proiezione di immagini) alle ore 21,15 presso l’area spettacoli dell’ex campo sportivo

L’iniziativa parte in origine nel 2004 da Ostana, piccolo Comune occitano dell’alta montagna cuneese, ed è stata accompagnata da un'intensa attività territoriale, svolta in maggior parte dalla Provincia di Torino con l’inserimento della Cerimonia dell’inaugurazione delle bandiere occitana e francoprovenzale nel progetto Occitan Lenga Olimpica.  

Il Comune di Peveragno fin dal 1999, epoca dell’approvazione della legge 482 sulla tutela delle minoranze linguistiche storiche,  è stato estremamente  sensibile alla questione, essendo uno dei primi comuni che si è dichiarato appartenente alla comunità linguistica occitana. Oggi, a distanza di più di sette anni da quel momento storico, l’esposizione della bandiera rappresenta certamente un’affermazione forte di appartenenza alla comunità culturale e linguistica d’òc e  testimonierà queste radici alle generazioni che verranno.

Il significato del momento è  rilevante, e merita certamente  qualche riflessione legata all’appartenenza del paese alla situazione territoriale,  linguistica e sociale  dei paesi occitani di bassa valle.
In tali paesi (tutti dichiaratisi occitani ai sensi della legge 482/99, Peveragno come  Roccavione,  Boves, Borgo S. Dalmazzo, Caraglio o Dronero),  la situazione linguistica è quella delle così dette zone grige, laddove l’occitano si è mescolato al piemontese. La questione dell’appartenenza è stata ampiamente analizzata e dibattuta negli ultimi trent’anni dagli specialisti del settore (solo per citarne alcuni, il Prof. Xavier Lamuela, docente dell’Università di Girona e normalizzatore del friulano e dell’occitano alpino, il Dr. Franco Bronzat, autorevole membro dell’AIEO - Associazione Internazionale di Studi Occitani, la D.ssa Rosella Pellerino, esperta occitanista da anni attivi in numerose associazioni culturali delle valli), i quali hanno inserito le parlate specifiche di tali paesi negli idiomi di appartenenza occitana: chi ancora parla correttamente il peveragnese di un tempo (e dobbiamo purtroppo far riferimento ai sessantenni ed oltre) sa benissimo che la sua parlata d’origine poteva essere compresa da un torinese solo con difficoltà, ed attraverso opportune traduzioni. Una bella testimonianza di quanto sopra è il Peveragnese del testo teatrale “Birun” tradotto da Rita Viglietti, indiscutibilmente perfetto per un autoctono, ostico per un piemontese di Alba, Torino o Biella, viceversa molto più accessibile per gli occitani di bassa valle. Oggi, la contaminazione con l’italiano e la graduale scomparsa delle parlate locali rende un po’ peregrine queste riflessioni, perché al di sotto dei quaranta – cinquant’anni la lingua di comunicazione è l’italiano per peveragnesi e torinesi indifferentemente.
Ma altre testimonianze significative ci giungono da due studiosi di lingua peveragnese: il compianto Stefano Bottasso, cui è intitolata la nostra biblioteca civica, che a suo tempo si espresse in tal senso,  ed il Dr. Federico Peirone, che più recentemente (articolo su “La Bisalta” del 4 aprile 2003) nel citare le dimenticate confratrie peveragnesi dalle denominazioni occitane (“Ancisa”: poggio, passaggio, valico”, “Bial”: canale d’irrigazione), ci ricordava l’origine provenzale del lessema “Viranh”, ovvero “serpeggiante”, ipotizzando l’ascendenza occitana del nostro “Peveragno” ai piedi delle serpeggianti balze collinose di S. Giorgio.
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La prima conclusione che se ne può trarre è che, dopo questa affermazione di occitanità del Comune di Peveragno, certamente sarebbe auspicabile pensare all’insegnamento dell’occitano di bassa valle in ambito scolastico, come consentito dalla legge 482/99. Il “Diccionari occitan de Robilant – Rocavion” costituisce già un vocabolario ampiamente significativo per tutte le parlate su citate, perfetto fra l’altro per le espressioni specifiche dell’area peri – Besimauda, e facilmente integrabile con le peculiarità del Peveragnese. Se l’assenza di un testo grammaticale è un problema affrontabile,  più difficile il reperimento di insegnati autorizzati e qualificati, ovvero conoscitori dell’occitano di Peveragno o più in generale di bassa valle, condizione necessaria per poterlo insegnare.
L’insegnamento ne permetterebbe la salvaguardia, senza di esso è destino che l’occitano, nelle sue varie sfumature e particolarità, sia travolto dalle lingue dei media. Lo hanno ben capito i transalpini, che da anni insegnano nelle scuole  “Calandretas” (numerose e presenti dal Nizzardo ai Pirenei)  l’occitano ai giovani ragazzi.
Altra riflessione riguarda il significato sociale dell’esposizione della bandiera occitana, che nella volontà dei promotori dell’iniziativa originaria, mira a  creare un senso della comunità che, spesso nei luoghi di montagna segnati dallo spopolamento, si è smarrito, armonizzandolo con il sentire della gente e con i valori contenuti nella legge 482/99.
Ebbene, per i paesi di bassa valle la situazione è parzialmente differente: lo smarrimento del senso della comunità non dipende, nel nostro caso, dallo spopolamento, ma dell’evoluzione della struttura economica e sociale dei paesi, che si stanno gradualmente trasformando in satelliti dei grossi centri limitrofi (Cuneo, Saluzzo etc), sempre meno caratterizzati da una vita economica e sociale propria e quindi da una identità, spesso luoghi di permanenza solo serale dei residenti  Ne è testimonianza, più marcata nel caso di Peveragno, la graduale ma progressiva riduzione degli esercizi commerciali,  forse meno evidente in altri paesi investiti di riflesso dal turismo di valle.
Ma la perdita di identità sociale, ovvero del senso di appartenenza ad una comunità, ad un luogo e a un territorio, porta con sé il rischio del relativo degrado: mancanza di rispetto per le regole, assenza di solidarietà, egoismo, disprezzo dell’ambiente.
Se far parte della comunità occitana contribuirà a far crescere tutta una serie di relative iniziative culturali, didattiche, economiche, turistiche, sociali, avremo raggiunto lo scopo di dare un’opportunità alla nostra  gente ed ai nostri figli, di farli sentire orgogliosi della propria appartenenza, di permettere loro di vivere e prosperare nel proprio paese. E, forse anche,  di  volerlo vivibile e a misura d’uomo.

Associazione Culturale Gai Saber

 

I GAI SABER SU

www.kosmosradio.net

 

CONCERTO LIVE A RADIO STEREO 5

 

Iniziative didattiche con la Scuola media Unificata di Cuneo e con i Collège di Marsiglia

 

Nell’ambito delle iniziative didattiche svolte in collaborazione con la Scuola Media unificata di Cuneo, I Gai Saber terranno un saggio – concerto con gli allievi delle classi seconde – plesso di C.so BRUNET – Prof.ssa Cattero, in data 28 maggio 2007 alle ore 21

Brani tradizionali occitani, dei Gai Saber, Fabrizio De Andrè ed altri.

 

Giovedì 7 giugno alle ore 21 presso il prestigioso Theatre Gyptis di Marsiglia, prosegue l’iniziativa di collaborazione didattica dei Gai Saber nell’ambito del progetto transfrontaliero tra scuola media unificata di Cuneo e Peveragno e i tre Collège marsigliesi Jean Malrieu, Gaston Defferre e Henri Wallon. Il saggio di studio prevede, oltre a numerosi brani tradizionali occitani, l’esecuzione di alcuni brani degli stessi Gai Saber, preparati con il Professor Sergi Antunes, catalano e marsigliese di adozione, ed il Professor Jerome Guirand. L’iniziativa segue il saggio concerto già tenuto a Cuneo in data 22 maggio 2007 presso l’ex scuola media n. 4, che ha visto la partecipazione appassionata in un progetto comune di numerosi ragazzi marsigliesi, peveragnesi e cuneesi.

 

Il 31 maggio 2007 alle ore 22, in diretta dagli studi di Radio Stereo 5 di Cuneo, concerto acustico dei Gai Saber con esecuzione di alcuni brani del loro ultimo cd “La fabrica occitana” Il concerto si svolge nell’ambito dell’iniziativa di live concerts di Radio Stereo 5 con i gruppi dell’area cuneese, con la partecipazione numerosa degli esponenti della musica occitana. Un grazie a Claudio Dutto, da sempre attento ai movimenti culturali e musicali della nostra provincia.

 

I Gai Saber dal 21 maggio sono trasmessi su www.kosmosradio.net radio catalana di musica folk

 

 

 

NÒVAS ITA OC ENG

 

GAI SABER DEINEAL 2008 NOVÈL ESPECTACLE

LO PREMIER MIRACLE

Ideacion e tèxt de Chiara Bosonetto

Direccion de Luca Occelli e Gai Saber

Música e videoprojeccions dal Gai Saber 

Luca Occelli recita lo text teatral

abo lhi pichòts actors de l’escòla d’instruments tradicionals de Peveragno

 

“Sòrres de las flors de montanha, coma aquelas qu’an de colors avisc, una sabor un pauc amara, un perfum un pauc salvatge que s’adapta pas ai rafinats, mas agrada ai fòrts”.

(Chants populars de Provença, 1892, culhits e notats da Damase Arbaud)

 

Vaquí perque la chanson populara encara encuei enchanta e rapis qui vòl se laissar transportar dins lo mond de las passions e di aveniments que despuei lhi temps antics an sabut truchar lo còr de l’òme.

Lo Novè provençal “Lo premier miracle, o “lo miracle de la palma” sortit dai evangèlis apòcrifs, inspira aqueste an la propòsta de Deineal dal Gai Saber.

La votz chauda e dramatica de Luca Occelli, actor aftermat despuei un baron d’ans dins representacions d’empenh cultural e civil, contiarè la legenda de la palma miraclosa que avia plegat sas ramas per desafamar la vierge Maria en viatge vèrs Betelem, en se clinant a la grandor del Senhor, encara dins la fauda de la maire.

La música dal viu dal Gai Saber e las votz di escolars di cors d’instruments tradicionals de Poranh diàlogarèn abo lo narrator dins una atmosfera richa d’emocions e de suggestions.

Bèla se ren totjorn l’imaginacion di còntes apòcrif s’acordon abo lo rigor di Evangèlis canonics, dins aquesta chançon populara, dramatisaa fin da l’etat mesana dins las velhas popularas per lo Deineal, se retroba una fe profonda dins la Providença divina, que protegis lhi paures e confòrta lhi pichòts; un messatge de confiança, ajut e simpatia per lhi umils, messatge que la societat d’encuei, tormentaa da crisis e conflicts, semelha d’aver ben manca.

Las images de las videoprojeccions e la música portaren lo espectator dins un viatge virtual entre modernitat e passat, en atrapant las raïtz de la música occitana ensem a las pinturas inspiraas ai Nouvès provençals e a las images de la vida d’encuei.

Luca Occelli nais a Coni lo 14 de novembre dal 1971. Après aver estudiat dins L’Academia Teatrala “G. Toselli” de Coni, dirècta da Chiara Giordanengo e Michele Viale,, s’ e perfeccionat dins l’escòla dal Teatre Stabile de Turin, dirècta da Luca Ronconi, e a obtenut son diplòma dins l’an escolàstic 1994/95. Après a trabalhat coma actor embe nombrosas companhias teatralas: “Il Gruppo della Rocca”(Turin), “Teatro Garybaldi-Settimo” (collaboracion), “Teatro Popolare di Roma”, “Compagnia del Teatro Alfieri” (Turin), “Academia Montis Regalis” (Mondovì-CN), “Assemblea Teatro”(Turin). E puei encara collabora embe la “Compagnia Teatro della Gramigna”(Coni) e embe lo musicaire  Franco Olivero (“Quadri” da “La malora”de Beppe Fenoglio/”Ma il mio amore è Paco” da “Un giorno di fuoco-racconti del parentado” di Beppe Fenoglio,- Grinzanefest 2008).

 

GAI SABER NEWS

 

Lo Gai Saber lo 30 de setembre a Roma - journaa d’espectacles per la gardia e la tutela di bens immaterials tutelats da l’UNESCO

 

Per celebrar l’aprovacion de la Convencion UNESCO sus la Protecion e Promocion des expreccions des diferenças culturalas, e en ocasion de la ratifica de la Convencion UNESCO per la gardia e tutela di bens immaterials que es per arribar, Lo Ministèri per lhi Bens e las Activitats Culturalas a organizat, ensem a l’Union  des Provincias Italianas (UPI), ‘na journaa de rescontre e d’espectacle, que se debanarè lo 30 de setembre a Roma ai Forums Imperials. Lhi Gai Saber farèn un concèrt dins aquesta ocasion coma rapresentants dal monde musical e cultural d’òc, a larier d’autras expreccions culturalas de un baron de  regions Italianas, las mai diferentas.

 

Las doas Convencions tutelon lo patrimòni etno-antropològic italian e mondial. Quora serè aprovaa la Convencion, l’UNESCO farè la lista di bens immaterials, fèstas, tradicions, musicas, lengas e culturas da declarar patrimòni de l’umanitat, coma per exemple lo chant “a tenores” de la Sardenha, le teatre di Pupi Sicilians, la taranta d’Apulia; segurament polarè pas esser desmentiat lo patrimòni lingüistic, musical e cultural occitan, que lo Gai Saber (masque una entre las nombrosas expreccions artisticas del monde occitan bigarrat) ambe sa activitat que lhi a belavan da quinze ans , cercha de desvolopar sal caire musical e lingüistic, ambe ‘na atencion particolara a la multimedialitat e a la mescaldissa ambe las tecnologias nòvas.

 

L’emportança d’aqueste moment es sobretot dins l’atencion a las culturas localas, mas ambe una tutela que finalament serè mondiala. Son dejà 30 (dal mai al mens) lhi país que an reconeissut la Convencion sui bens immaterials, e son un baron aquilhi que dejà chamon “cultura” las tradicions popolaras.

 

Alora, son las tradicions popolaras, las fèstas, la musica, las chansons, las representacions ritualas en lengas que lentament son en chamin de despareisser, tot aquel patrimòni immaterial que finalament serè tutelat coma patrimòni de l’umanitat.

 Ambe la ratifica de las doas Convencions UNESCO, una sus las diversitats culturalas, l’autra sui Bens Immaterials, lhi tesòrs que se contion ambe votz, memòria, chant   musicas  trobarèn ‘na defensa e ‘na tutela que lhi farèn sobreviure  e lor permetren  de aver desvolopaments novèls.

 

LO QUINZE DE SETEMBRE LA COMUNA DE PORANH FAI L’ESPOSICION DE

LA BANDIERA OCCITANA

 

En consequènça de l’adesion de la Comuna de Poranh (una de mai que seissanta comunas aderents) a la propòsta de lei regionala per la legalizacion de l’esposicion si edificis publics des bandieras des minoranças linguisticas reconeissuas per la lei 482/99, lo quinze de setembre a 9 oras de la sera lhi serè,  dins la Comuna, la cerimònia d’expausicion de la bandiera occitana, que serè al flanc d’aquelas dejà presentas: italiana, europèa e dal Piemont.
Nombrós e significatius lhi intervents des autoritats: Bruna Sibille, assessora a la montanha de la Region Piemont, Lido Riba president de l’Uncem Piemont, Stefano Dho president de la Comunitat Montana Bisalta, Giacomo Lombardo Séndic d’Ostana. A la fin lhi serè l’expausicion de la bandiera occitana e l’execucion de l’imne “Se chanta” ambe lo grop Gai Saber de Poranh, que da un baron d’ans promòu  la cultura occitana dins son país, en Italia e a l’estrangier. Après lo moment celebratius, lhi serè la fèsta.Lo mesme grop Gai Saber presentarè son novèl espectacle fach de musica, dança e proieccions video a las 9 e un quart de la sera dins l’airal d’espectacles de l’ex champ esportiu.
L’iniciativa es partia en origina ental 2004 da la pichòta Comuna de Ostana e es estaa acompanhaa da una activitat territoriala fòrta facha sobretot da la Provincia de Turin ambe l’inseriment de las bandieras occitanas e franc-provençala ental projèct Occitan lenga Olimpica

La Comuna de Poranh es estaa ben sensibla a la question de las minoranças lingüisticas fin dal 1999, època de l’aprovacion de la lei 482/99, e es estaa una des premieras Comunas aderentas. Encuei, après mai que sèt ans, l’expausicion de la bandiera es segurament n’afermacion fòrta d’apartenença a la comunitat lengüistica e culturala d’òc e testimoniarè aquestas raitz a las generacions che venaren.

Lo significat del moment es important, e merita segurament de refleccions sus l’apartenença del país as situacions territorialas, lengüisticas e socialas di país occitans de bassas valadas.
Dins aquesti país (tuchi se declarats occitans second la Lei 482/99, Poranh coma Rocavion,. Bueves, Lo Borg, Caralh o Draonier) la situacion lengüistica es aquela de las “zonas grisas”, ont l’occitan s’es mesclat al piemontès. La question de l’apartenenças es estaa ben analizaa dins lhi derriers ans dai linguistas (es sufisent citar Xavier Lamuela, Professor de l’Universitat de Girona, Franc Bronzat, membre de L ‘AIEO – Associacion Internacionala d’Estudis Occitans, Rosella Pellerino, occitanista expèrta e activa dins nombrosas associacions culturalas de las Valadas), que an identifiat aquestas varietats linguisticas coma occitanas: quilh que parlon pro lo “poranhin” de un temp (e chal pensar as personas de seissanta ans a anar anant) sabon ben que aquesta lenga polia esser compresa da un torinès masque ambe dificultat, e masque a travèrs traductions de un baron de paraulas! ‘Na bèla testimoniança d’aquò es lo Poranhin del tèxte teatral “Birun”, betat en lenga da Rita Viglietti, segurament perfièch per un  di nòstres, ben dificil da comprene per un piemontès d’Alba, Turin o Biella,  de bòna comprencion per ‘n’Occitan de bassa valada. Encuei, la contaminacion ambe l’italian fai que totas aquestas pensadas sion gaire utilas e un pau da “concistòri dal Gai Saber “, perque aval di quaranta – cinquanta ans la lenga de comunicacion es l’italian, sie dal caire di Poranhins que al cant di Torinès.
Mas d’autras testimonianças importantas arribon da dui estudiós del poranhin: Stefano Bottasso, que nos manca da un baron d’ans, e que dejà en aquilhi temps parlava de lenga occitana a Poranh, e lo Doctor Federico Peirone, , que es gaire de temps (”La Bisalta” del 4 d’abril 2003) que escrivia de desmentiaas “confratrias” de Poranh dal nom occitan (Encisa, Bial) e de l’origina provençala de la paraula “ Viranh”, da virament, viraa, pròpi coma las maison de Poranh que virondon coma un serpent ai pès d la colina de S. Jors.

La premiera conclusion que se pòl traire, après aquesta afermacion de occitanitat de la Comuna de Poranh, seria certament que es l’ora de pensar a mostrar l’occitan a l’escòla, coma permèt la lei 482/99. Lo «  Diccionari occitan de Robilant – Rocavion » es dejà un vocabolari ben significatiu per tuchi quilh que parlon l’occitan de l’airal a l’entorn de la Besimauda, lhi seria masque da ajontar de particularitats que lhi a  eiçi a Poranh….Pas tantas!
Se l‘absencia de ‘na grammatica es un problema que se pòl afrontar, trobar d’ensenhaires qualificats e autorizats e que conescan l’occitan de Poranh o de las bassas Valadas, condicion necessaria per lo poler mostrar, es causa ben mai dificila.
L’ensenhament permetria a l’occitan de subreviure. Sensa aquò es destin que l’occitan, dins totas sas nuanças e varietats, sie boliversat da las lengas di medias. An  ben comprès tot aquò quilh de l’autre cant: fai un baron d’ans que l’occitan se mostra dins las Calandretas (nombrosas e presentas da Niça ai Pireneus).
N‘autra refleccion es aquela sus lo significat moral de l’expausicion de la bandiera, que dins la voluntat d’aquilhi que an volgut promòure l’iniciativa originaria, mirava  a creiar un sentir comun que sovent, dins lhi luecs de montanha  ont lhi a pas pus de gent, s’es perdut, betant ensem tot aquò ambe lo sentiment de la gent e las valors contengut dins la lei 482/99.
E ben, per lhi país de las bassas Valadas la situacion es un pauc diferenta: l’aver perdut lo sens de la comunitat arriba pas, per nosautres, dal despoblament, mas da l’evolucion de l’escructura econòmica e  sociala di país, que son en chamin plan planet de chambiar en satellites de las vilas mai grandas que lhi a a ran (Coni, Salusses etc.),  sempre mens caracterizats da una vita econòmica e sociala  de país, e alora en chamin de perdre sa identitat, sovent luecs abitats masque al vespre. Avem la pròva d’aquò, sobretot a Poranh, ont lhi negòcis e las botigas serron, sempre de mai. Dins autres pòsts de bassas valadas aqueste fenomène es mens evident, sobretot per la gent que a la diamenja vai dins las valadas, e que alora  se ferma a achatar dins aquesti país. Consolacion maigra....

Mas la pèrdita d’identitat sociala e del sentir d’apartener a ‘na Comunitat, a un luec, a un territori, risca de far tombar las valors: e alora arribon lo despretz des reglas, de l’ambient e territòri, l’absença de solidarietat, l’egoïsme.
Se far part de la Comunitat Occitana farè creisser de iniciativas culturalas, didacticas, econòmicas, turisticas, socialas, alora serèm arribats a obtenir aqueste fin :
donar n’oportunitat a nòstra gent e nòstres filhs,  lhi far sentir orgolhós d’apartèner a ‘na tèrra, lor permetre de viure e prosperar al país. E decò, benleu, de lo voler a mesura d’òme.

 

LHI GAI SABER SUS

www.kosmosradio.net

CONCÈRT DAL VIU A RADIO STEREO 5

Iniciativas didacticas ambe l’ Escòla mejana unificaa de Coni e lhi Collègis de Marselha

Dins l’encastre de las iniciativas didacticas fachas en collaboracion ambe l’escòla mejana unificaa de Coni, Lhi Gai Saber farèn un concèrt ambe lhi escolars del plexe de cors Brunet de Coni de la professora Cattero, l’apuntament es per luns 28 de mai a las 9 dal ser.. Tòcs tradicionals occitans, di Gai Saber, F. De Andrè e autres.

Jòus 7 de lulh a las 9 dal ser, dins lo prestigiós teatre Gyptis de Marselha, contunha l’experiencia de collaboracion didactica di Gai Saber dins l’encastre del projèct transfrontalier entre l’escòla mejana unificaa de Coni, de Poranh e lhi très Collègis marselhés Jean Malrieu, Gaston Defferre e Henri Wallon. La rapresentacion prevei , ensem a nombroses tòcs tradicionals occitans, l’execucion de qualque tòc di Gai Saber mesmes, aprestats ambe lo professor Sergi Antunes, catalan e marselhés d’adopcion, e lo porfessor Jerome Guirand. L’iniciativa seguis lo concèrts deja tengut a Coni lo 22 de mai, que a vist la partecipacion passionaa en un projèct comun de nombroses escolars de Marselha, Coni e Poranh

Lo 31 de mai a las 10 oras dal ser lhi sarè un concèrt acustic dal Gai Saber en dirècta radiofonica dai estudis de Radio Stereo 5 de Coni. Lo concèrt es la continuacion de tota ‘na seria de iniciativas musicalas que la Radio estòrica de Coni a organizat ambe lhi musicaires de l’airal de Coni, Nombrosa la partecipacion di musicaires occitans. Mercés a Claudio Dutto, da sempre atent a las experiencias e ai moviments culturals de la provincia nòstra.

Dal 21 de mai lo Gai Saber es sus www.kosmosradio.net , radio catalana de musica fòlc.

 

 

 

 

NEWS ITA OC ENG

 

On the 30th September 2007 the Gai Saber will take part in Rome to the day’s show for the safeguard of the Intangible Patrimony defended by the UNESCO

 

To celebrate the ratification of the UNESCO Convention about the Protection and Promotion of the expressions of the cultural diversity and at the occasion of the very next ratification of the UNESCO Convention for the Safeguard of the Intangible Cultural Patrimony, the Italian Ministry for Cultural Patrimony and Cultural Activities has organized together with the Union of the Italian Provinces (UPI), a day’s meeting and show that will take place in Rome on the 30th September at the Imperial Forums. The Gai Saber will play their concert at this occasion as representative of the Occitan cultural and musical world besides to other cultural expressions form different Italian regions.

 

The two conventions protect the Italian and world ethno-anthropological patrimony. Once the convention will be approved, the Unesco offices will write out the list of the immaterial patrimony made up of feasts, traditions, music, linguistic and cultural expressions to be declared patrimony of the humanity, like for example the Canto a Tenores, the theatre of the Sicilian Pupi, the Taranta from Apulia; for sure the musical, linguistic and cultural patrimony of the Occitan world will be included in this patrimony too. Gai Saber (only one among lots of artistic expressions of the variegated Occitan world) with their activity going back to fifteen years ago, try to develop the Occitan patrimony on the musical and linguistic field with a special attention to the multimodality and to the mixing with new technologies.

 

This event will be very important for the attention paid to the local cultural patrimony that will be protected on world scale, at last. In fact about 30 Countries signed the Convention on the Incorporeal Property and lots of other Countries already consider the popular traditions as “Cultural Patrimony”.

 

Popular traditions, rites, feasts, music and songs, ritual plays in languages and dialects that are slowly disappearing will made up that “intangible” patrimony that will be protected as Patrimony of the Humanity.

 

With the ratification of the two Unesco conventions, one on the Cultural Diversity, the other on the Intangible Patrimony, treasures that are handed down by voice, memory, singing, music, minority linguistic and cultural expressions will find a protection that will guarantee their survival and vitality and will give them the possibility for new expressive developments.

 

http://www.upinet.it/intranet/allegati/invito%2030%20sett%20copy.jpg

 

ON THE 15th SEPTEMBER THE TOWN OF PEVERAGNO WILL

EXPOSE THE OCCITAN FLAG

 

On the 15th September at 7 p.m. the ceremony for the exposition of the Occitan flag will take place at the Town Hall. The Occitan flag will flies near to the Tricolour, the European flag and the flag of the Piedmont Region. This event is the result of the adhesion of the town of Peveragno (one among more than sixty towns) to the regional law proposal aimed to legalize the exposition of the flags of the linguistic minorities recognized according to the law 482 dated 1999, on public buildings.
Lots of important interventions of the authorities will follow: Bruna Sibille, Councillor for the mountain of the Piedmont Region, Lido Riba, President of the Uncem Piemonte, Stefano Dho, President of the Mountain Community Bisalta, Giacomo Lombardo, Mayor of Ostana; at the end of the interventions, the flag will be exposed and the Occitan hymn “Se chanta” will be sung together with the musical group Gai Saber from Peveragno, who are promoting the Occitan culture in their town, in Italy and abroad since many years. After the celebrating moment, the feast will take place. The group Gai Saber will present their new performance (made with music, dance and projections) at 9,15 p.m. at the shows area of the ex-sports field.
                    
This initiative started originally in 2004 from Ostana, a small Occitan town on the mountains near Cuneo and has been supported by a deep work on the territory made mainly by the Province of Turin with the inclusion of the Inauguration Ceremony of the Occitan and Franco-Provençal flags in the project “Occitan Lenga Olimpica” (Occitan as Olympic Language).

Since 1999, when the law 482 on the defence of the historic linguistic minorities was approved, the town of Peveragno has been extremely sensitive to this matter and was one of the first towns that declares itself belonging to the Occitan linguistic community. Today, more than seven years later from that historic moment, the exposition of the flag represents certainly a strong belonging statement to the òc linguistic and cultural community and will witness these roots to the future generations.